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Migrazioni

Città/Europa/Interviste

Per chi vuole sparare: in un film la Torino di Porta Palazzo

Nel film Per chi vuole sparare di Pierluca Ditano il mondo di Porta Palazzo, a Torino, porta con sé i colori e gli umori delle primissime ore del mattino: è in quel momento che Peppino e i suoi amici si spostano, operosi, con i loro carretti per la piazza. Spetta a loro, infatti, trasportare la struttura per montare le bancarelle che apriranno poche ore dopo. La telecamera segue come un’ombra  questi personaggi che si muovono…

Articoli/Città/Europa

Le periferie nel centro: riflessioni sul mercato di Porta Palazzo

Ogni giorno, a Torino, viene montato e smontato il mercato all’aperto più grande di Europa. Inizia così il documentario di Pierluca Ditano, dedicato a Porta Palazzo e alle sue genti, quelle di ogni giorno e non di passaggio. Per chi vuole sparare narra la storia di Peppino, carrettiere meridionale all’ombra del mercato e al suo servizio. Lo scorso giovedì, la sua storia è stata presentata presso la residenza Luoghi Comuni di Porta Palazzo, in collaborazione…

Europa/Frontiere/Interviste

Liquid Traces: uno sguardo sulla violenza dei confini

Nel marzo del 2011, 72 persone che tentavano di raggiungere l’isola di Lampedusa dalla Libia a bordo di una piccola imbarcazione, furono lasciate andare alla deriva per quindici giorni all’interno di un’area marittima ampiamente sorvegliata dalla NATO nell’ambito delle operazioni militari contro la Libia. Nessuno intervenne per salvarli: ne sopravvissero soltanto nove. Sophie Hinger, ricercatrice dell’Università di Osnabrück (Bassa Sassonia) ha intervistato Charles Heller che è l’autore, insieme a Lorenzo Pezzani, di Liquid Traces: una ricostruzione degli eventi…

Articoli/Europa/Frontiere

Migrazioni: voci di bilancio e costi umani

Le migrazioni sono frutto di uno squilibrio economico generato da una storia di conquista di cui raramente si parla, residuo di un’economia del saccheggio cominciata alla fine del XV secolo. Nel tempo, la società capitalistica occidentale, nonostante l’apparente decolonizzazione, è stata in grado non solo di mantenere il monopolio politico economico nei Paesi di provenienza dei flussi migratori, ma di rendere i migranti fondamentali alla propria macchina produttiva, sia in termini di produzione diretta di…

Articoli/Europa/Frontiere

Rifugiati senza rifugio

Il 12 gennaio Ali Moussa è morto intossicato nel rogo generato da un corto circuito in un ex mobilificio occupato. Conoscevo Ali, era stato nel centro dove lavoro. È morto per salvare i documenti. Quelle carte che, se ottenute, valgono come oro, anche se nella realtà ti garantiscono solo il diritto di respirare e niente più. È rientrato nel rogo per cercarle e si è perso anche lui. Parlava male italiano Ali, a volte lo prendevo…

Africa/Frontiere/Interviste

Monte Gourougou: il purgatorio al di là della rete

A Melilla, enclave spagnola in territorio marocchino, la linea dell’orizzonte è segata da una tripla rete metallica. Una misura di sicurezza, la chiamano gli entusiasti delle politiche di controllo migratorio europeo; un “cattivo esempio” che anche gli altri Paesi vorrebbero seguire, quotidianamente impegnati a contrastare gli assidui flussi di gente diretta verso “terra sicura”. I tentativi di superare questo imponente muro di proibizione sono all’ordine del giorno. I pochi fortunati che ci riescono, se presi…

Articoli/Europa/Frontiere

Militarizzare le frontiere per proteggere i migranti?

«La NATO manderà navi nel mar Egeo per fermare la tratta di esseri umani», annunciava il New York Times poco meno di un anno fa. Questo titolo è solo uno dei numerosi tentativi di criminalizzare ulteriormente gli “scafisti”. Ma definire la fuga di profughi verso l’Europa come “tratta di persone” non crea altro che confusione e non può certo giustificare l’invio di navi militari nelle acque del Mediterraneo. Siamo soliti associare la “tratta di esseri umani”…

Africa/Articoli/Frontiere

Becky è morta

«Riposa in pace, Becky. Sarai sempre nel mio cuore», diceva una pagina Facebook un paio di mesi fa. Mi capita spesso di ricevere messaggi, SMS e chiamate da parte delle donne migranti che ho intervistato come antropologa durante la mia ricerca sulla migrazione e sul traffico di esseri umani dalla Nigeria e dalla Thailandia verso l’Europa. Ricevo un po’ di tutto da loro: dagli itinerari di viaggio alle domande sulle rotte migliori per raggiungere l’Europa,…

Articoli/Europa/Governi

Il referendum ungherese sulle quote dei rifugiati

Margaret Thatcher, riferendosi a Clement Attlee, una volta osservò che «il referendum è uno strumento di dittatori e demagoghi». Anche nell’Europa centrale e orientale, negli ultimi decenni, si sono prodotti una serie di plebisciti, e il referendum ungherese del 2 ottobre non è un’eccezione. Domani agli elettori si chiederà di rispondere “sì” o “no” alla seguente questione: «Vuoi permettere all’Unione Europea di imporre l’arrivo di cittadini non ungheresi senza l’approvazione del Parlamento?». La domanda fa…

Articoli/Europa/Governi

Le zone d’ombra della democrazia diretta svizzera

Gentile Leonello Zaquini, caro concittadino. Mi permetta di scriverLe queste due righe in commento al suo elogio alla democrazia diretta svizzera apparso su wots.eu qualche mese fa. Non sono politologa e non mi ritengo esperta di sistemi politici. Sono però nata una quarantina di anni or sono e sono cresciuta in questo Paese, la Svizzera. Ho sempre votato da quando me ne hanno dato la possibilità, cioè dall’età dei 18 anni, cosa che mia mamma non…

Articoli/Europa/Frontiere

Calais: tra “giungle” e umanitarismo

Tra il 7 e il 9 marzo scorso più di un migliaio di persone che vivono ai margini della città di Grande-Synthe, 40 kilometri a nord di Calais, nella “giungla” di Basroch, designata come il peggior campo rifugiati della Francia, si sono trasferite nel nuovo campo della Linière. Il campo, progettato per ospitare dalle 1500 alle 2000 persone, è stato istituito da Medici Senza Frontiere (MSF), in collaborazione con il comune di Grande-Synthe. L’associazione ha…

Articoli/Europa/Frontiere

Dalla violenza al diritto reale di asilo

Nelle società contemporanee si definisce il problema delle migrazioni come qualcosa di straordinario, eppure, se si pensa alla storia dell’essere umano, muoversi è sempre stata una cosa normale come parlare, cucinare, costruire. Nel XXI secolo non sembra che questo fenomeno sia destinato a scomparire. I mass media sembrano interessati più al fatto in sé – la migrazione che si moltiplica nel mondo – che al modo e alle condizioni all’interno delle quali essa si produce.…

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