Tag archive

Europa

f329a28ddcd84112b6c8a1f5e573a4df_8

La vera posta in gioco delle proteste romene

La decisione del governo socialdemocratico romeno di passare un decreto d’urgenza che in parte depenalizza l’abuso d’ufficio, insieme ad altri comportamenti illeciti correlati, ha portato più di mezzo milione di cittadini in strada. Il governo ha fatto una scemenza a passare le ordinanze. Non c’è ombra di dubbio che lo scopo fosse quello di salvare Liviu Dragnea, leader del Partito Socialdemocratico e presidente della camera, indagato insieme ad altri proprio per abuso d’ufficio. Infatti, se venisse applicato,…

referendum-ungheria

Il referendum ungherese sulle quote dei rifugiati

Margaret Thatcher, riferendosi a Clement Attlee, una volta osservò che «il referendum è uno strumento di dittatori e demagoghi». Anche nell’Europa centrale e orientale, negli ultimi decenni, si sono prodotti una serie di plebisciti, e il referendum ungherese del 2 ottobre non è un’eccezione. Domani agli elettori si chiederà di rispondere “sì” o “no” alla seguente questione: «Vuoi permettere all’Unione Europea di imporre l’arrivo di cittadini non ungheresi senza l’approvazione del Parlamento?». La domanda fa…

Referendum Cittadinanza

Le zone d’ombra della democrazia diretta svizzera

Gentile Leonello Zaquini, caro concittadino. Mi permetta di scriverLe queste due righe in commento al suo elogio alla democrazia diretta svizzera apparso su wots.eu qualche mese fa. Non sono politologa e non mi ritengo esperta di sistemi politici. Sono però nata una quarantina di anni or sono e sono cresciuta in questo Paese, la Svizzera. Ho sempre votato da quando me ne hanno dato la possibilità, cioè dall’età dei 18 anni, cosa che mia mamma non…

Il matrimonio di Sümeyye Erdoğan

Il regime turco attraverso due foto di matrimoni

Quando il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (AKP) è salito al potere nel 2002, molti laici temevano che la Turchia si sarebbe presto trasformata in un regime basato sulla shari’a, la legge islamica. Ai sostenitori dell’AKP queste paure parevano esagerate perché erano convinti che soltanto un partito con un forte elettorato conservatore avrebbe potuto ridurre l’ingerenza dell’esercito nella politica nazionale e agevolato così il percorso dello Stato turco verso la democrazia. A quasi quindici…

BeyondCaring

Brexit: la vittoria di Pirro della gente comune

Tra i tanti articoli e titoli che ho letto per cercare di capire ciò che era appena successo uno mi ha colpito particolarmente. L’istituto di ricerche YouGov, che prima del referendum aveva previsto una vittoria del remain, titolava: «Un’affluenza inaspettatamente alta nelle aree del leave ha spinto la campagna verso la vittoria». Già in molti hanno fatto notare quanto il referendum dello scorso 23 giugno abbia rivelato l’immagine di un Paese profondamente diviso lungo confini di età,…

TESSERA ELETTORALE ESAURITA

La democrazia diretta vista da vicino

Se quasi venti anni fa, quando sono arrivato in Svizzera per insegnare “Tecniche di fabbricazione” agli studenti di ingegneria di quello che ai miei occhi appariva come “un piccolo Politecnico di montagna” nel Canone francofono di Neuchâtel, mi avessero detto che mi sarei occupato di politica, non ci avrei creduto. Se poi mi avessero detto che da questo mio coinvolgimento nella politica locale di Le Locle, cittadina emblematica della orologeria svizzera, ne sarebbe uscito un libro,…

Dove sono i poeti di piazza Luxembourg?

Un momento identitario fondamentale nella storia dell’Ungheria moderna è avvenuto il 15 marzo 1848. Quel giorno, la poesia nazionalista recitata con fervore da Sándor Petőfi in quella che oggi è piazza Vörösmarty collocò Budapest sulla mappa rivoluzionaria della Primavera delle Nazioni. Mobilitatasi contro l’oppressione autocratica di Metternich (sancita dal Congresso di Vienna nel 1815), l’élite politica e culturale ungherese rispose affermativamente alla domanda fondamentale posta dalle prime strofe del Nemzeti Dal (canto nazionale): «In piedi,…

Medecins-sans-frontieres-finance-installation-300-cabanons-bois-pour-heberger-plus-1-000-migrants_0_1400_932

Calais: tra “giungle” e umanitarismo

Tra il 7 e il 9 marzo scorso più di un migliaio di persone che vivono ai margini della città di Grande-Synthe, 40 kilometri a nord di Calais, nella “giungla” di Basroch, designata come il peggior campo rifugiati della Francia, si sono trasferite nel nuovo campo della Linière. Il campo, progettato per ospitare dalle 1500 alle 2000 persone, è stato istituito da Medici Senza Frontiere (MSF), in collaborazione con il comune di Grande-Synthe. L’associazione ha…

vio.me zanon1

Vio.Me. Fabbrica recuperata nella Grecia dell’austerità

«La Grecia è un microcosmo della lotta di classe contemporanea». Questa l’estrema sintesi di Lefteris Kretsos, ricercatore dell’Università di Greenwich, autore dell’articolo The Wind of Austerity in the Sails of Radicalism e successivamente membro di Syriza. Una lotta di classe inedita, dove le classi stesse sembrano sempre più creature informi in costante movimento e ridefinizione. O piuttosto in cerca di una nuova definizione che sia finalmente efficace e rappresentativa, che possa ridare forza a quella contro-pressione…

MacedoniaTearGasMigrants-AP_399320836660

Dalla violenza al diritto reale di asilo

Nelle società contemporanee si definisce il problema delle migrazioni come qualcosa di straordinario, eppure, se si pensa alla storia dell’essere umano, muoversi è sempre stata una cosa normale come parlare, cucinare, costruire. Nel XXI secolo non sembra che questo fenomeno sia destinato a scomparire. I mass media sembrano interessati più al fatto in sé – la migrazione che si moltiplica nel mondo – che al modo e alle condizioni all’interno delle quali essa si produce.…

Rifugiati sulla rotta balcanica. Foto di Edd Charlie.

La rotta balcanica. Un puzzle politico e morale

L’inverno sta presentando nuove difficoltà ai rifugiati che viaggiano verso l’Europa. Rispetto alla scorsa estate gli arrivi sono rallentati, tuttavia un grande numero di persone continua comunque ad attraversare i Balcani. Mentre i governi europei aspettano una “nuova ondata” tentando di bloccare l’afflusso di rifugiati con i mezzi legali a loro disposizione – ad esempio rendendo le procedure sulle richieste di asilo più rigide – i paesi balcanici cercano di arginare l’emergenza umanitaria nei loro…

Il confine tra Serbia e Ungheria, 14 settembre 2015. Foto di Edd Carlile, da "Budapest Seen" (Facebook).

Call for contributions: “Crisi al confine o confine in crisi?”

Il confine è da sempre uno spazio complesso, poroso, permeabile e mutevole in cui una molteplicità di attori interagisce e lo trasforma, attribuendogli significati simbolici a seconda della propria percezione. Nel discorso politico e nel senso comune del cittadino europeo, il confine è diventato l’elemento retorico di tutte le crisi. Oltre a essere il luogo simbolico dell’esercizio dell’egemonia statale, il confine è anche la reificazione dei processi di inclusione ed esclusione dalla comunità, del pietismo…

Torna SU