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Reportage

Trump

Diario americano: un mese di presidenza Trump

Sarebbe impossibile pretendere da questo breve contributo di indagare in profondità il processo sociale e politico che gli Stati Uniti stanno affrontando. Negli ultimi mesi diversi giornalisti e politologi hanno realizzato delle analisi piuttosto interessanti del cosiddetto fenomeno Trump; tutte considerazioni ex post ovviamente, perché in pochi avevano previsto la sconfitta di Hillary Clinton. Gli avvenimenti inoltre si stanno susseguendo talmente rapidamente che il tentativo di tenere il passo con gli ultimi aggiornamenti rischierebbe di…

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Come sassi levigati dalle onde

Quando piove, le stradine del sobborgo di Songinorhairkhan, a pochi chilometri da Ulan Bator, si trasformano in fiumiciattoli colmi di fango e spazzatura. Tra le staccionate e i cortili malandati c’è un centro diurno di colore marrone, costruito anni fa dall’associazione Bayasgalant. Proprio di fronte, su in alto, al di là dei multicolori tetti spigolosi, si scorge la montagna sacra, che la tradizione vieta alle donne del luogo. In qualsiasi momento questo massiccio di terra…

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Gentrificazione e terrorismo. Parigi un anno dopo

Risale a poco più di un anno fa la morte di Edward Soja, il geografo e urbanista dell’Università della California, inventore del concetto di “giustizia spaziale”. Il 2 novembre del 2015 Soja, una delle figure chiave della geografia postmoderna e marxista, si è spento, lasciando un grande lutto nella comunità accademica internazionale. Uno dei suoi grandi meriti è stato, sicuramente, utilizzare le intuizioni della teoria sociale critica (dal materialismo storico alla teoria foucaultiana del potere)…

nepal-15

Namasté, Nepal

Novembre 2015. Desolazione. Il paesaggio, a tratti, è quasi spettrale. Fiumi di macerie e calcinacci si sono riversati sul sentiero in terra battuta, seppellendo vite e ricordi. Le assi delle case, marce e spezzate, bucano il cielo come spade affilate. Abitazioni sventrate, distrutte, collassate. Il vuoto. A circa sei mesi dal terremoto che ha colpito il Nepal, i danni delle violenti scosse sono ancora ben visibili, soprattutto nei villaggi “dimenticati” nei dintorni di Patan. Migliaia…

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Il soldato perfetto

La stagione delle piogge sta iniziando. Gonfie nuvole cariche di pioggia vanno e vengono da Nord, lasciando spazio momentaneamente a timidi raggi di sole. La strada, così come la terra attorno, è di colore rosso, ed il silenzio della campagna è rotto solamente dagli sporadici versi di bufali assonnati a mollo in pozze di fango. Raggiungiamo il campo base dell’associazione Apopo, mentre il sole, pallido, sbuca da dietro una collina proprio di fronte a noi.…

Teksid

Fiat-Chrysler in Messico: diritti sindacali in rottamazione

Sono le sette del mattino del 16 aprile 2014 a Monclova, un municipio di Coahuila, uno degli Stati messicani che a nord confinano con il Texas. Sessanta operai del primo turno della Teksid Hierro de México, una filiale dell’impresa italiana del gruppo Fiat Chrysler Automobiles (FCA) con sede a Carmagnola, stanno alzando due barricate davanti all’ingresso per occupare lo stabilimento insieme ai compagni del turno di notte. «La gente era arrabbiatissima, però non sapeva come…

Agente arancio e Vietnam, l’eredità di un conflitto

Procedendo verso sud, in alcune zone di aperta campagna, gli alberi hanno cessato di crescere. Solo ampie distese di terra arida. Il vuoto. Il 30 aprile del 1975, stando ai resoconti storici, finiva la guerra in Vietnam, ma gli effetti dell’agente arancio, una diossina lanciata dall’esercito statunitense durante il conflitto, sono tuttora ben visibili. Alcuni terreni agricoli e gran parte delle acque dei fiumi, soprattutto nel sud, sono ancora contaminate e rendono impossibile il sostentamento…

Silvan Turchia

In Turchia lo stato non parla. Lo stato spara

Il freddo è pungente ad Amed, il nome con cui i suoi abitanti chiamano la città di Diyarbakir. Più di dieci centimetri di neve ricoprono il suolo con una coltre bianca: non accade spesso, solo ogni tre o quattro anni. Proprio in questo momento i combattimenti si stanno intensificando a Sur, un antico quartiere di Amed, e nelle città di Cizre e Silopi, nella provincia di Sirnak. Mi trovo nell’ufficio stampa dell’amministrazione municipale, insieme a…

La stazione ferroviaria di Budapest Keleti nel 1985

Il dottor K. e gli altri siriani di Budapest

C’era una volta un flusso di migranti arabi, in gran parte siriani, verso il cuore dell’Europa. Al di là dei Balcani, in Ungheria, un paese che li accoglieva a braccia aperte per farne una piccola ma importante parte della sua popolazione. Erano gli anni ‘70 e ‘80, Ungheria e Siria erano paesi amici socialisti e internazionalisti (amicizia anche suggellata da una visita di stato di Assad padre a Budapest il 28 Novembre 1978, all’indomani degli…

Torino, corteo di lotta per la casa contro sgomberi e sfratti (12 ottobre 2015). Foto di Gattonero Gattorosso

Via Asti Occupata. Resistenza, sgomberi e lotta per la casa

Oggi, giovedì 12 novembre, mi preparavo ad inviare un mio articolo a WOTS? sull’occupazione di Via Asti da parte di alcune famiglie rom. Invece, come accade spesso nella vita, questa mattina la realtà ha fatto irruzione nei miei programmi come la polizia ha fatto irruzione nell’ex-caserma occupata, sgomberando tutti gli occupanti. Perciò, in questo articolo ho messo insieme le due cose: una cronaca sull’occupazione e sui suoi abitanti e il racconto degli eventi di oggi.…

Aguas de Oro. Una donna contro la miniera

Per arrivare da lei è necessario un permesso di transito, dichiarare il numero del passaporto, la targa del proprio veicolo e mostrare motivazioni convincenti. Si è obbligati a passare per un check-point che ostruisce l’unica strada adatta ai mezzi a quattro ruote. Lì alcuni funzionari di un’impresa privata controllano i documenti con l’autorità che si addice a uno Stato più che a un’azienda. E non è sufficiente. È una telefonata che arriva dai piani alti…

Campo profughi "The New City", sud della Turchia, novembre 2014 - Foto di Georgiana Turculet

Profughi siriani in Turchia. Ospiti o rifugiati?

“Ho visto una nuvola di polvere colorata che avanzava giù per la valle, all’altezza del confine siriano. Ho fermato il furgone per continuare a guardare in quella direzione. Poi ad un tratto, mentre la nube si faceva sempre più vicina, mi resi conto che si trattava di rifugiati siriani. Fu allora che iniziai a piangere”. Era il novembre 2014 e, seduta in quello stesso furgone che sfrecciava sulle strade del sud della Turchia, stavo andando a visitare…

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