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Il confine in crisi - page 2

Nel discorso politico e nel senso comune del cittadino europeo, il confine è diventato l’elemento retorico di tutte le crisi. La "crisi siriana", con le cruciali questioni di ordine politico, morale, filosofico e antropologico che si porta dietro, è la dimostrazione lampante dell’impasse in cui si trovano i governi degli stati europei e i loro cittadini, ed è rivelatrice dell’incapacità di concettualizzare una politica dell’accoglienza che vada al di là della retorica umanitaria e di classificazioni arbitrarie. La maniera in cui questo fenomeno viene narrato dai mass-media, interpretato dai politici, e percepito dal senso comune, ci ha spinto a ripensare il significato della mobilità attraverso la prospettiva del confine, alla ricerca di un nuovo vocabolario concettuale che sia in grado di confutarne le interpretazioni di default. Questa sezione raccoglie i contributi che abbiamo ricevuto per la call Crisi al confine o confine in crisi?, e altri relazionati al tema.

La macchina dell’accoglienza. Prima parte

Curiosando nelle 479 pagine del Dossier Statistico Immigrazione 2015 si apprendono cose interessanti. Per esempio, che gli stranieri residenti in Italia al 31 Dicembre 2014 sono 5 milioni e 400 mila, l’8,2% della popolazione. Il numero è sostanzialmente identico a quello dell’anno precedente: il fenomeno migratorio è stabile, e per la prima volta da quindici anni non conosce incrementi significativi (pag. 8). Si apprende anche che, con le loro tasse e i loro contributi, gli…

La rotta balcanica. Un puzzle politico e morale

L’inverno sta presentando nuove difficoltà ai rifugiati che viaggiano verso l’Europa. Rispetto alla scorsa estate gli arrivi sono rallentati, tuttavia un grande numero di persone continua comunque ad attraversare i Balcani. Mentre i governi europei aspettano una “nuova ondata” tentando di bloccare l’afflusso di rifugiati con i mezzi legali a loro disposizione – ad esempio rendendo le procedure sulle richieste di asilo più rigide – i paesi balcanici cercano di arginare l’emergenza umanitaria nei loro…

Ritratti della Memoria. Esilio e memoria del popolo Saharawi

Si può descrivere la vita di una bambina che, nata in un campo di rifugiati, sta per diventare donna? Suo padre ci è riuscito. Così come qualcuno è riuscito a far crescere dei pomodori nella terra arida o a costruirsi una casa, sperando di abbandonarla al più presto. Deserto del Sahara, sud-ovest dell’Algeria, uno dei luoghi più ostili della terra. Da quarant’anni centomila persone aspettano di fare ritorno nella loro terra, il Sahara Occidentale, l’ultima…

Il dottor K. e gli altri siriani di Budapest

C’era una volta un flusso di migranti arabi, in gran parte siriani, verso il cuore dell’Europa. Al di là dei Balcani, in Ungheria, un paese che li accoglieva a braccia aperte per farne una piccola ma importante parte della sua popolazione. Erano gli anni ‘70 e ‘80, Ungheria e Siria erano paesi amici socialisti e internazionalisti (amicizia anche suggellata da una visita di stato di Assad padre a Budapest il 28 Novembre 1978, all’indomani degli…

Nello spazio di una soglia: umanità plurali tra Ventimiglia e Menton

Prologo: storia di un sentiero Tra Ventimiglia e Menton, le ultime città rispettivamente dell’Italia e della Francia, ci sono due località più piccole, Grimaldi da un lato e Garavan dall’altro, unite da un sentiero montano che, per secoli, è stato percorso da chi valicava la frontiera in un senso o nell’altro alla ricerca di una vita migliore. Enzo Barnabà è un abitante del posto, uno storico locale tra i maggiori conoscitori del sentiero: vi sono…

Rifugiati: quali sono le responsabilità di Fortress Europe?

In un recente articolo pubblicato sulla piattaforma della società civile ungherese MIGSZOL (Migrant Solidarity Group of Hungary), il professore della Central European University Prem Kumar Rajaram propone alcune idee sulla questione dei rifugiati, tra le quali quella che non sia responsabilità degli Stati trovare una soluzione alla crisi. La sua posizione si può riassumere con il seguente paragrafo: Inquadrare il problema in termini di responsabilità statale crea situazioni nelle quali la vita umana diventa secondaria…

Call for contributions: “Crisi al confine o confine in crisi?”

Il confine è da sempre uno spazio complesso, poroso, permeabile e mutevole in cui una molteplicità di attori interagisce e lo trasforma, attribuendogli significati simbolici a seconda della propria percezione. Nel discorso politico e nel senso comune del cittadino europeo, il confine è diventato l’elemento retorico di tutte le crisi. Oltre a essere il luogo simbolico dell’esercizio dell’egemonia statale, il confine è anche la reificazione dei processi di inclusione ed esclusione dalla comunità, del pietismo…

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