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Il confine in crisi

Nel discorso politico e nel senso comune del cittadino europeo, il confine è diventato l’elemento retorico di tutte le crisi. La "crisi siriana", con le cruciali questioni di ordine politico, morale, filosofico e antropologico che si porta dietro, è la dimostrazione lampante dell’impasse in cui si trovano i governi degli stati europei e i loro cittadini, ed è rivelatrice dell’incapacità di concettualizzare una politica dell’accoglienza che vada al di là della retorica umanitaria e di classificazioni arbitrarie. La maniera in cui questo fenomeno viene narrato dai mass-media, interpretato dai politici, e percepito dal senso comune, ci ha spinto a ripensare il significato della mobilità attraverso la prospettiva del confine, alla ricerca di un nuovo vocabolario concettuale che sia in grado di confutarne le interpretazioni di default. Questa sezione raccoglie i contributi che abbiamo ricevuto per la call Crisi al confine o confine in crisi?, e altri relazionati al tema.

Migrazioni: voci di bilancio e costi umani

Le migrazioni sono frutto di uno squilibrio economico generato da una storia di conquista di cui raramente si parla, residuo di un’economia del saccheggio cominciata alla fine del XV secolo. Nel tempo, la società capitalistica occidentale, nonostante l’apparente decolonizzazione, è stata in grado non solo di mantenere il monopolio politico economico nei Paesi di provenienza dei flussi migratori, ma di rendere i migranti fondamentali alla propria macchina produttiva, sia in termini di produzione diretta di…

Monte Gourougou: il purgatorio al di là della rete

A Melilla, enclave spagnola in territorio marocchino, la linea dell’orizzonte è segata da una tripla rete metallica. Una misura di sicurezza, la chiamano gli entusiasti delle politiche di controllo migratorio europeo; un “cattivo esempio” che anche gli altri Paesi vorrebbero seguire, quotidianamente impegnati a contrastare gli assidui flussi di gente diretta verso “terra sicura”. I tentativi di superare questo imponente muro di proibizione sono all’ordine del giorno. I pochi fortunati che ci riescono, se presi…

Militarizzare le frontiere per proteggere i migranti?

«La NATO manderà navi nel mar Egeo per fermare la tratta di esseri umani», annunciava il New York Times poco meno di un anno fa. Questo titolo è solo uno dei numerosi tentativi di criminalizzare ulteriormente gli “scafisti”. Ma definire la fuga di profughi verso l’Europa come “tratta di persone” non crea altro che confusione e non può certo giustificare l’invio di navi militari nelle acque del Mediterraneo. Siamo soliti associare la “tratta di esseri umani”…

Memorie dal sottosuolo. I rifugiati nei bunker di Ginevra

Durante la guerra fredda, la Svizzera costruì migliaia di bunker sotterranei per proteggere la propria popolazione da un eventuale attacco nucleare. Attualmente, alcuni vengono utilizzati per le esercitazioni militari, molti altri sono rimasti in disuso. Negli anni ‘90 un certo numero di sotterranei vennero utilizzati per ospitare le persone che fuggivano dalla guerra nei Balcani, in una situazione di emergenza temporanea. Ma in anni recenti l’uso dei bunker per accogliere richiedenti asilo è diventata una pratica abituale.…

Becky è morta

«Riposa in pace, Becky. Sarai sempre nel mio cuore», diceva una pagina Facebook un paio di mesi fa. Mi capita spesso di ricevere messaggi, SMS e chiamate da parte delle donne migranti che ho intervistato come antropologa durante la mia ricerca sulla migrazione e sul traffico di esseri umani dalla Nigeria e dalla Thailandia verso l’Europa. Ricevo un po’ di tutto da loro: dagli itinerari di viaggio alle domande sulle rotte migliori per raggiungere l’Europa,…

Voci dal silenzio. La detenzione dei rifugiati in mare aperto

Manus Island è una piccola isola nell’arcipelago della Papua Nuova Guinea dove sono detenuti circa un migliaio di richiedenti asilo giunti in Australia. Trasferiti nel centro di detenzione dell’isola, vivono nascosti e tagliati fuori dal mondo. Nessuno di loro metterà più piede in Australia, neanche dopo la chiusura del centro annunciata due mesi fa. Visitatori e giornalisti sono praticamente banditi dall’isola e così delle storie di queste persone non si sa quasi niente. Eccezion fatta…

Il referendum ungherese sulle quote dei rifugiati

Margaret Thatcher, riferendosi a Clement Attlee, una volta osservò che «il referendum è uno strumento di dittatori e demagoghi». Anche nell’Europa centrale e orientale, negli ultimi decenni, si sono prodotti una serie di plebisciti, e il referendum ungherese del 2 ottobre non è un’eccezione. Domani agli elettori si chiederà di rispondere “sì” o “no” alla seguente questione: «Vuoi permettere all’Unione Europea di imporre l’arrivo di cittadini non ungheresi senza l’approvazione del Parlamento?». La domanda fa…

Calais: tra “giungle” e umanitarismo

Tra il 7 e il 9 marzo scorso più di un migliaio di persone che vivono ai margini della città di Grande-Synthe, 40 kilometri a nord di Calais, nella “giungla” di Basroch, designata come il peggior campo rifugiati della Francia, si sono trasferite nel nuovo campo della Linière. Il campo, progettato per ospitare dalle 1500 alle 2000 persone, è stato istituito da Medici Senza Frontiere (MSF), in collaborazione con il comune di Grande-Synthe. L’associazione ha…

We’ve broken Sykes-Picot! Un confine nelle mani del Califfo

Il confine divide e distingue, segna la fine di un’area e indica il principio di un’altra. Un mondo senza confini è un mondo sterminato e spaventoso perché, celato dietro la linea dell’orizzonte, l’ignoto ha sempre fatto paura. Invece, limitando la realtà a uno spazio dai contorni ben definiti, il confine offre sicurezza e serenità, ci fa sentire protetti perché segnala dove finisce la nostra realtà e dove ha inizio un’altra. Per questo stesso motivo il confine è anche il luogo…

Dalla violenza al diritto reale di asilo

Nelle società contemporanee si definisce il problema delle migrazioni come qualcosa di straordinario, eppure, se si pensa alla storia dell’essere umano, muoversi è sempre stata una cosa normale come parlare, cucinare, costruire. Nel XXI secolo non sembra che questo fenomeno sia destinato a scomparire. I mass media sembrano interessati più al fatto in sé – la migrazione che si moltiplica nel mondo – che al modo e alle condizioni all’interno delle quali essa si produce.…

La macchina dell’accoglienza. Seconda parte

Nella prima parte di questo saggio abbiamo dimostrato come la logica dell’emergenza – lo “stato di eccezione” di Schmitt e di Agamben – sia emersa alla superficie della vita politica italiana come un dispositivo stabile di gestione del welfare, trasversale agli schieramenti politici e all’intero territorio nazionale. Gli esempi infatti non mancano: il primo giunge alla fine degli anni Novanta, con la famosa “emergenza freddo” con la quale l’allora sindaco di Roma, Francesco Rutelli, affrontava un fenomeno periodico…

La macchina dell’accoglienza. Prima parte

Curiosando nelle 479 pagine del Dossier Statistico Immigrazione 2015 si apprendono cose interessanti. Per esempio, che gli stranieri residenti in Italia al 31 Dicembre 2014 sono 5 milioni e 400 mila, l’8,2% della popolazione. Il numero è sostanzialmente identico a quello dell’anno precedente: il fenomeno migratorio è stabile, e per la prima volta da quindici anni non conosce incrementi significativi (pag. 8). Si apprende anche che, con le loro tasse e i loro contributi, gli…

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