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Articoli - page 2

Brexit: la vittoria di Pirro della gente comune

Tra i tanti articoli e titoli che ho letto per cercare di capire ciò che era appena successo uno mi ha colpito particolarmente. L’istituto di ricerche YouGov, che prima del referendum aveva previsto una vittoria del remain, titolava: «Un’affluenza inaspettatamente alta nelle aree del leave ha spinto la campagna verso la vittoria». Già in molti hanno fatto notare quanto il referendum dello scorso 23 giugno abbia rivelato l’immagine di un Paese profondamente diviso lungo confini di età,…

La sfida neomunicipalista di Ada Colau a Barcellona

Il rinnovamento democratico. La partecipazione. Il risanamento delle istituzioni. Il grido “Sí, se puede”. È nel municipalismo che Barcelona en Comú ha individuato l’unica opzione possibile. L’ente di prossimità.  L’azione concreta come antidoto per incidere nella società e praticare il cambiamento: azioni di cooperazione dal basso, mutualismo, lavoro territoriale. Non si ipotizzano rivoluzioni dall’alto, ma si incita a “pensare facendo”, riecheggiando lo storico “camminare domandando” degli zapatisti. «Il processo elettorale nasce in un contesto di…

La democrazia diretta vista da vicino

Se quasi venti anni fa, quando sono arrivato in Svizzera per insegnare “Tecniche di fabbricazione” agli studenti di ingegneria di quello che ai miei occhi appariva come “un piccolo Politecnico di montagna” nel Canone francofono di Neuchâtel, mi avessero detto che mi sarei occupato di politica, non ci avrei creduto. Se poi mi avessero detto che da questo mio coinvolgimento nella politica locale di Le Locle, cittadina emblematica della orologeria svizzera, ne sarebbe uscito un libro,…

Dove sono i poeti di piazza Luxembourg?

Un momento identitario fondamentale nella storia dell’Ungheria moderna è avvenuto il 15 marzo 1848. Quel giorno, la poesia nazionalista recitata con fervore da Sándor Petőfi in quella che oggi è piazza Vörösmarty collocò Budapest sulla mappa rivoluzionaria della Primavera delle Nazioni. Mobilitatasi contro l’oppressione autocratica di Metternich (sancita dal Congresso di Vienna nel 1815), l’élite politica e culturale ungherese rispose affermativamente alla domanda fondamentale posta dalle prime strofe del Nemzeti Dal (canto nazionale): «In piedi,…

Calais: tra “giungle” e umanitarismo

Tra il 7 e il 9 marzo scorso più di un migliaio di persone che vivono ai margini della città di Grande-Synthe, 40 kilometri a nord di Calais, nella “giungla” di Basroch, designata come il peggior campo rifugiati della Francia, si sono trasferite nel nuovo campo della Linière. Il campo, progettato per ospitare dalle 1500 alle 2000 persone, è stato istituito da Medici Senza Frontiere (MSF), in collaborazione con il comune di Grande-Synthe. L’associazione ha…

Vio.Me. Fabbrica recuperata nella Grecia dell’austerità

«La Grecia è un microcosmo della lotta di classe contemporanea». Questa l’estrema sintesi di Lefteris Kretsos, ricercatore dell’Università di Greenwich, autore dell’articolo The Wind of Austerity in the Sails of Radicalism e successivamente membro di Syriza. Una lotta di classe inedita, dove le classi stesse sembrano sempre più creature informi in costante movimento e ridefinizione. O piuttosto in cerca di una nuova definizione che sia finalmente efficace e rappresentativa, che possa ridare forza a quella contro-pressione…

We’ve broken Sykes-Picot! Un confine nelle mani del Califfo

Il confine divide e distingue, segna la fine di un’area e indica il principio di un’altra. Un mondo senza confini è un mondo sterminato e spaventoso perché, celato dietro la linea dell’orizzonte, l’ignoto ha sempre fatto paura. Invece, limitando la realtà a uno spazio dai contorni ben definiti, il confine offre sicurezza e serenità, ci fa sentire protetti perché segnala dove finisce la nostra realtà e dove ha inizio un’altra. Per questo stesso motivo il confine è anche il luogo…

Dalla violenza al diritto reale di asilo

Nelle società contemporanee si definisce il problema delle migrazioni come qualcosa di straordinario, eppure, se si pensa alla storia dell’essere umano, muoversi è sempre stata una cosa normale come parlare, cucinare, costruire. Nel XXI secolo non sembra che questo fenomeno sia destinato a scomparire. I mass media sembrano interessati più al fatto in sé – la migrazione che si moltiplica nel mondo – che al modo e alle condizioni all’interno delle quali essa si produce.…

La rotta balcanica. Un puzzle politico e morale

L’inverno sta presentando nuove difficoltà ai rifugiati che viaggiano verso l’Europa. Rispetto alla scorsa estate gli arrivi sono rallentati, tuttavia un grande numero di persone continua comunque ad attraversare i Balcani. Mentre i governi europei aspettano una “nuova ondata” tentando di bloccare l’afflusso di rifugiati con i mezzi legali a loro disposizione – ad esempio rendendo le procedure sulle richieste di asilo più rigide – i paesi balcanici cercano di arginare l’emergenza umanitaria nei loro…

Investimenti globali e conflitti locali. Call for contributions

Incalzati dalle recenti crisi energetiche e finanziarie, governi, multinazionali e protagonisti della finanza internazionale hanno rinnovato il loro interesse per lo sfruttamento della terra e delle sue risorse attraverso l’aumento di investimenti economici su larga scala. Se da una prospettiva neoliberista questi investimenti rappresentano un adeguato veicolo di sviluppo per le zone più povere del pianeta, le posizioni più critiche vedono in questa nuova “corsa alla terra” una vera e propria spartizione neocolonialista delle risorse,…

Salvatore o vendepatria? Il canale dei dubbi in Nicaragua

Il Nicaragua è il secondo paese più povero del continente americano e nonostante gli sforzi del governo socialista di Daniel Ortega, presidente dal 2007, oltre il 40% della popolazione è sotto la soglia della povertà. Per questo l’ex guerrigliero sandinista propone la costruzione di un gigantesco canale, che, sfidando quello di Panama, dovrebbe portare benessere, prosperità e felicità al popolo nicaraguense. Il governo del Frente Sandinista de Liberación Nacional (FSLN) garantisce che questa è la…

Boom dell’automobile in Messico? La repressione sindacale come via di sviluppo

Negli ultimi dieci anni, in Messico, si è assistito ad una crescita straordinaria dell’industria dell’automobile. La Repubblica Federale oggi è la settima produttrice globale di autovetture, il primo partner commerciale degli Stati Uniti e la terza esportatrice a livello mondiale. Questo significa che ogni cento automobili vendute nel mondo, cinque sono state assemblate o prodotte interamente in Messico. Per quanto riguarda il mercato nazionale, il fatturato del settore automobilistico rappresenta il 20% del prodotto interno…

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