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Articoli

Cartografia critica: verso una nuova costruzione sociale dello spazio

Fin dalla loro genesi, le carte geografiche possono essere considerate come la trasposizione grafica dei rapporti di potere. E spesso sono state messe al servizio dei potenti come strumenti per controllare ed espandere le proprie sfere d’influenza. Oggi le carte geografiche sono globalmente accessibili, anche gratuitamente su internet. Nonostante questo, è importante tenere conto del fatto che la maggior parte delle volte traducono una visione univoca dello spazio la cui complessità, invece, non può essere ridotta…

Cromatismi: dialoghi sulle periferie

Massafra è un paese della provincia di Taranto, all’ombra dell’ILVA e degli alberi di agrumi, i cui abitanti più giovani crescono con il pensiero di andar via, un giorno, da gravine e magazzini. Sono pochi i giovani a rimanere qui, a decidere di tornarci in pianta stabile o a prediligere i percorsi circolari dei transmigranti. Oltre le superfici speculative e promozionali costruite negli anni dalla Regione Puglia, le politiche giovanili dimostrano di essere poco generative,…

«Erano ragazzi come tanti altri, come i miei figli»

Voglio spiegare delle cose che non troverete scritte sui giornali e che non saranno trasmesse in televisione. Ho bisogno di gridarlo ai quattro venti perché ho il cuore pieno di tanta tristezza, tanta. Non avevo mai provato un sentimento così forte perché non è razionale, non proviene da qualcosa che aspetti che succeda o che fa parte del ciclo della vita. Proviene da un altro posto che non sono nemmeno capace di descrivere. Erano ragazzi…

La città è fatta dal conflitto, se così non fosse, non sarebbe una città

Abbiamo intervistato Giuseppe Aricò, ricercatore indipendente, membro del collettivo Osservatorio di Antropologia del Conflitto Urbano di Barcellona, uno degli autori ed editori del libro Barrios corsarios. Memoria histórica, luchas urbanas y cambio social en los márgenes de la ciudad neoliberal (Quartieri corsari. Memoria storica, lotte urbane e cambio sociale ai margini della città neoliberale). Con Giuseppe abbiamo parlato della possibile riformulazione del concetto di periferia e di come possiamo agire noi ricercatori, attivisti, abitanti di…

Turchia: siamo una moltitudine

Ho scritto e ho pensato molto riguardo agli eventi accaduti in Turchia nel 2016. Sono una delle tante che ha pianto, sperato e desiderato un cambiamento. Tutto è iniziato con Gezi Park nel 2013. Il potere del Presidente della Repubblica venne messo seriamente alla prova durante quelle proteste. Si trattava di un fenomeno con un contenuto e una forma chiari e precisi, difficili da nascondere e sminuire. Non sarebbe sbagliato dire che il Presidente in quell’occasione…

Migrazioni: voci di bilancio e costi umani

Le migrazioni sono frutto di uno squilibrio economico generato da una storia di conquista di cui raramente si parla, residuo di un’economia del saccheggio cominciata alla fine del XV secolo. Nel tempo, la società capitalistica occidentale, nonostante l’apparente decolonizzazione, è stata in grado non solo di mantenere il monopolio politico economico nei Paesi di provenienza dei flussi migratori, ma di rendere i migranti fondamentali alla propria macchina produttiva, sia in termini di produzione diretta di…

La vera posta in gioco delle proteste romene

La decisione del governo socialdemocratico romeno di passare un decreto d’urgenza che in parte depenalizza l’abuso d’ufficio, insieme ad altri comportamenti illeciti correlati, ha portato più di mezzo milione di cittadini in strada. Il governo ha fatto una scemenza a passare le ordinanze. Non c’è ombra di dubbio che lo scopo fosse quello di salvare Liviu Dragnea, leader del Partito Socialdemocratico e presidente della camera, indagato insieme ad altri proprio per abuso d’ufficio. Infatti, se venisse applicato,…

Solo una questione di maschio o femmina?

Ho ascoltato spesso persone interrogarsi sul perché, al giorno d’oggi, ci siano ancora donne che parlano di femminismo. In fondo, negli anni sono stati raggiunti tanti traguardi – il divorzio, l’aborto e la contraccezione, tanto per fare degli esempi – e dal punto di vista legale alla donna sono riconosciuti stessi diritti e doveri dell’uomo. C’è poi la libertà sessuale, che secondo molti ha dato alla donna gli strumenti necessari per costruire la sua indipendenza…

Rifugiati senza rifugio

Il 12 gennaio Ali Moussa è morto intossicato nel rogo generato da un corto circuito in un ex mobilificio occupato. Conoscevo Ali, era stato nel centro dove lavoro. È morto per salvare i documenti. Quelle carte che, se ottenute, valgono come oro, anche se nella realtà ti garantiscono solo il diritto di respirare e niente più. È rientrato nel rogo per cercarle e si è perso anche lui. Parlava male italiano Ali, a volte lo prendevo…

Per un Atlante delle “Realtà [R]esistenti”

Gli ultimi anni hanno visto il moltiplicarsi di diverse forme di resistenza nei territori e nelle città: le lotte dei NO TAV, dei movimenti di Bagnoli e di Taranto, o quelle di Venezia contro il Mose e le grandi navi, così come il fiorire di spazi urbani restituiti alla collettività, sono solo alcuni esempi. Molte di queste esperienze sono nate in risposta ad una doppia morsa creata dalla crisi economica e politica: da una parte…

Militarizzare le frontiere per proteggere i migranti?

«La NATO manderà navi nel mar Egeo per fermare la tratta di esseri umani», annunciava il New York Times poco meno di un anno fa. Questo titolo è solo uno dei numerosi tentativi di criminalizzare ulteriormente gli “scafisti”. Ma definire la fuga di profughi verso l’Europa come “tratta di persone” non crea altro che confusione e non può certo giustificare l’invio di navi militari nelle acque del Mediterraneo. Siamo soliti associare la “tratta di esseri umani”…

Il referendum ungherese sulle quote dei rifugiati

Margaret Thatcher, riferendosi a Clement Attlee, una volta osservò che «il referendum è uno strumento di dittatori e demagoghi». Anche nell’Europa centrale e orientale, negli ultimi decenni, si sono prodotti una serie di plebisciti, e il referendum ungherese del 2 ottobre non è un’eccezione. Domani agli elettori si chiederà di rispondere “sì” o “no” alla seguente questione: «Vuoi permettere all’Unione Europea di imporre l’arrivo di cittadini non ungheresi senza l’approvazione del Parlamento?». La domanda fa…

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