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Articoli

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La vera posta in gioco delle proteste romene

La decisione del governo socialdemocratico romeno di passare un decreto d’urgenza che in parte depenalizza l’abuso d’ufficio, insieme ad altri comportamenti illeciti correlati, ha portato più di mezzo milione di cittadini in strada. Il governo ha fatto una scemenza a passare le ordinanze. Non c’è ombra di dubbio che lo scopo fosse quello di salvare Liviu Dragnea, leader del Partito Socialdemocratico e presidente della camera, indagato insieme ad altri proprio per abuso d’ufficio. Infatti, se venisse applicato,…

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Solo una questione di maschio o femmina?

Ho ascoltato spesso persone interrogarsi sul perché, al giorno d’oggi, ci siano ancora donne che parlano di femminismo. In fondo, negli anni sono stati raggiunti tanti traguardi – il divorzio, l’aborto e la contraccezione, tanto per fare degli esempi – e dal punto di vista legale alla donna sono riconosciuti stessi diritti e doveri dell’uomo. C’è poi la libertà sessuale, che secondo molti ha dato alla donna gli strumenti necessari per costruire la sua indipendenza…

Rifugiati a Belgrado. Foto di G. Astiaso, https://www.flickr.com/photos/g-astiaso/with/31677707383/.

Rifugiati senza rifugio

Il 12 gennaio Ali Moussa è morto intossicato nel rogo generato da un corto circuito in un ex mobilificio occupato. Conoscevo Ali, era stato nel centro dove lavoro. È morto per salvare i documenti. Quelle carte che, se ottenute, valgono come oro, anche se nella realtà ti garantiscono solo il diritto di respirare e niente più. È rientrato nel rogo per cercarle e si è perso anche lui. Parlava male italiano Ali, a volte lo prendevo…

Per un Atlante delle “Realtà [R]esistenti”

Gli ultimi anni hanno visto il moltiplicarsi di diverse forme di resistenza nei territori e nelle città: le lotte dei NO TAV, dei movimenti di Bagnoli e di Taranto, o quelle di Venezia contro il Mose e le grandi navi, così come il fiorire di spazi urbani restituiti alla collettività, sono solo alcuni esempi. Molte di queste esperienze sono nate in risposta ad una doppia morsa creata dalla crisi economica e politica: da una parte…

Balkan Road

Militarizzare le frontiere per proteggere i migranti?

«La NATO manderà navi nel mar Egeo per fermare la tratta di esseri umani», annunciava il New York Times poco meno di un anno fa. Questo titolo è solo uno dei numerosi tentativi di criminalizzare ulteriormente gli “scafisti”. Ma definire la fuga di profughi verso l’Europa come “tratta di persone” non crea altro che confusione e non può certo giustificare l’invio di navi militari nelle acque del Mediterraneo. Siamo soliti associare la “tratta di esseri umani”…

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Il referendum ungherese sulle quote dei rifugiati

Margaret Thatcher, riferendosi a Clement Attlee, una volta osservò che «il referendum è uno strumento di dittatori e demagoghi». Anche nell’Europa centrale e orientale, negli ultimi decenni, si sono prodotti una serie di plebisciti, e il referendum ungherese del 2 ottobre non è un’eccezione. Domani agli elettori si chiederà di rispondere “sì” o “no” alla seguente questione: «Vuoi permettere all’Unione Europea di imporre l’arrivo di cittadini non ungheresi senza l’approvazione del Parlamento?». La domanda fa…

Referendum Cittadinanza

Le zone d’ombra della democrazia diretta svizzera

Gentile Leonello Zaquini, caro concittadino. Mi permetta di scriverLe queste due righe in commento al suo elogio alla democrazia diretta svizzera apparso su wots.eu qualche mese fa. Non sono politologa e non mi ritengo esperta di sistemi politici. Sono però nata una quarantina di anni or sono e sono cresciuta in questo Paese, la Svizzera. Ho sempre votato da quando me ne hanno dato la possibilità, cioè dall’età dei 18 anni, cosa che mia mamma non…

Copia di selva-quemada

Shampoo, cioccolata e deforestazione in Perù

Il 19 maggio siamo scesi per le strade di Iquitos per manifestare. Al grido di «los bosques no se venden, los bosques se defienden» in piazza sono arrivate qualche centinaia di persone, soprattutto giovani, universitari, scout, ma anche comitati (come il Comité de Agua, uno dei promotori della manifestazione), cittadini comuni e molti agricoltori di Tamshiyacu, un piccolo paesino a mezz’ora di barca da Iquitos il cui nome negli ultimi anni è stato associato soprattutto alla lotta contro la…

BeyondCaring

Brexit: la vittoria di Pirro della gente comune

Tra i tanti articoli e titoli che ho letto per cercare di capire ciò che era appena successo uno mi ha colpito particolarmente. L’istituto di ricerche YouGov, che prima del referendum aveva previsto una vittoria del remain, titolava: «Un’affluenza inaspettatamente alta nelle aree del leave ha spinto la campagna verso la vittoria». Già in molti hanno fatto notare quanto il referendum dello scorso 23 giugno abbia rivelato l’immagine di un Paese profondamente diviso lungo confini di età,…

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La sfida neomunicipalista di Ada Colau a Barcellona

Il rinnovamento democratico. La partecipazione. Il risanamento delle istituzioni. Il grido “Sí, se puede”. È nel municipalismo che Barcelona en Comú ha individuato l’unica opzione possibile. L’ente di prossimità.  L’azione concreta come antidoto per incidere nella società e praticare il cambiamento: azioni di cooperazione dal basso, mutualismo, lavoro territoriale. Non si ipotizzano rivoluzioni dall’alto, ma si incita a “pensare facendo”, riecheggiando lo storico “camminare domandando” degli zapatisti. «Il processo elettorale nasce in un contesto di…

TESSERA ELETTORALE ESAURITA

La democrazia diretta vista da vicino

Se quasi venti anni fa, quando sono arrivato in Svizzera per insegnare “Tecniche di fabbricazione” agli studenti di ingegneria di quello che ai miei occhi appariva come “un piccolo Politecnico di montagna” nel Canone francofono di Neuchâtel, mi avessero detto che mi sarei occupato di politica, non ci avrei creduto. Se poi mi avessero detto che da questo mio coinvolgimento nella politica locale di Le Locle, cittadina emblematica della orologeria svizzera, ne sarebbe uscito un libro,…

Dove sono i poeti di piazza Luxembourg?

Un momento identitario fondamentale nella storia dell’Ungheria moderna è avvenuto il 15 marzo 1848. Quel giorno, la poesia nazionalista recitata con fervore da Sándor Petőfi in quella che oggi è piazza Vörösmarty collocò Budapest sulla mappa rivoluzionaria della Primavera delle Nazioni. Mobilitatasi contro l’oppressione autocratica di Metternich (sancita dal Congresso di Vienna nel 1815), l’élite politica e culturale ungherese rispose affermativamente alla domanda fondamentale posta dalle prime strofe del Nemzeti Dal (canto nazionale): «In piedi,…

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