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Medio Oriente

12 agosto 2014, Erbil, Iraq

Stefano Carini si è trasferito in Iraq nel maggio 2014 per lavorare con la prima agenzia fotografica del Paese. Nonostante l’avanzata ISIS, è rimasto sul territorio per altri 18 mesi. L’estratto del libro “La Donna, la Luna, il Serpente” – che oggi vi presentiamo – è il risultato del suo lavoro di documentazione. Da quanto tempo sto qui? Non lo so, davvero: giorno e notte mando mail, organizzo foto, leggo news, incontro gente. Hawre si trova…

We’ve broken Sykes-Picot! Un confine nelle mani del Califfo

Il confine divide e distingue, segna la fine di un’area e indica il principio di un’altra. Un mondo senza confini è un mondo sterminato e spaventoso perché, celato dietro la linea dell’orizzonte, l’ignoto ha sempre fatto paura. Invece, limitando la realtà a uno spazio dai contorni ben definiti, il confine offre sicurezza e serenità, ci fa sentire protetti perché segnala dove finisce la nostra realtà e dove ha inizio un’altra. Per questo stesso motivo il confine è anche il luogo…

In Turchia lo stato non parla. Lo stato spara

Il freddo è pungente ad Amed, il nome con cui i suoi abitanti chiamano la città di Diyarbakir. Più di dieci centimetri di neve ricoprono il suolo con una coltre bianca: non accade spesso, solo ogni tre o quattro anni. Proprio in questo momento i combattimenti si stanno intensificando a Sur, un antico quartiere di Amed, e nelle città di Cizre e Silopi, nella provincia di Sirnak. Mi trovo nell’ufficio stampa dell’amministrazione municipale, insieme a…

Profughi siriani in Turchia. Ospiti o rifugiati?

“Ho visto una nuvola di polvere colorata che avanzava giù per la valle, all’altezza del confine siriano. Ho fermato il furgone per continuare a guardare in quella direzione. Poi ad un tratto, mentre la nube si faceva sempre più vicina, mi resi conto che si trattava di rifugiati siriani. Fu allora che iniziai a piangere”. Era il novembre 2014 e, seduta in quello stesso furgone che sfrecciava sulle strade del sud della Turchia, stavo andando a visitare…

Hebron: città contesa

Hebron è la città occupata per eccellenza. Nella sua città vecchia si trova uno dei primi insediamenti israeliani della Cisgiordania (Tel Rumeida), abitato prevalentemente da ebrei ortodossi provenienti dall’Europa (e non da Israele). La loro presenza rende necessaria quella dell’esercito, il cui compito dovrebbe essere quello di vigilare su entrambe le comunità. Le poche famiglie palestinesi rimaste in zona combattono ogni giorno una battaglia personale, oltre che quella contro l’occupazione, difendendo la propria casa dai…

C’è aria di crisi nel Golfo

La crisi diplomatica che ha investito il Golfo nei mesi scorsi ha riscosso poca attenzione da parte dei media occidentali. In breve. In data 5 marzo 2014 l’Arabia Saudita annunciò il ritiro ufficiale del suo ambasciatore dal Qatar, seguita da Bahrain ed Emirati Arabi. Tale decisione fu presa in seguito alla mancata ratifica da parte di Doha in sede di Consiglio degli Stati del Golfo della clausola relativa al cosiddetto “unified destiny” in termini di sicurezza.…

Una poesia illegale. 15 anni a Mohammed Ibn al Daheeb

Il Qatar, uno dei più ricchi e liberali paesi del Golfo, diventa teatro di una triste vicenda. Mohammed Ibn al Daheeb, poeta qatarino e ex studente della facoltà di letteratura presso l’Università del Cairo, viene condannato dalla Corte di Cassazione in data 19 ottobre 2013 con l’accusa di aver inneggiato al rovesciamento del governo e di aver insultato lo Sceicco. La vicenda risale al 2010 quando Mohammed scrisse la poesia “Jasmine Revolution” nella quale, attraverso…

In Kuwait è nuovamente tempo di elezioni

Vi lasciai pochi mesi fa con l’ennesima elezione del Majlis al Umma del Kuwait, sperando che, nonostante la schiacciante vittoria dei movimenti estremisti e conservatori, il Paese avesse finalmente trovato il suo equilibrio. Come già scrissi nel precedente articolo riguardante le elezioni, l’opposizione si schierò contro la decisione presa dall’Emiro di ridurre il numero di voti per persona (da 4 a 1), aggiungendo che questo provvedimento avrebbe avvicinato il Kuwait ai Paesi del Golfo. Nonostante…

I Bidun del Kuwait. Intervista ai fotoreporter Ilenia Piccioni e Antonio Tiso

Nel mio precedente post relativo alla situazione dei bidun jinsiya (dall’arabo ‘senza cittadinanza’) si è accennato al progetto fotografico ‘The Whitouts of Kuwait‘ di cui si sono occupati Antonio Tiso e Ilenia Piccioni per l’Agenzia Molo 7. Durante la mia permanenza in Kuwait ho avuto l’opportunità di condividere insieme a questi due fotoreporter italiani informazioni, contatti e momenti salienti relativi alle vicende dei Bidun. Per me è stato dunque un piacere dare loro la possibilità di raccontarci in prima persona il…

I Bidun del Kuwait: identità negate

Il Kuwait non è solo grattacieli, centri commerciali e auto di lusso … Né ville faraoniche e giacimenti petroliferi. Lontano dal centro, alla periferia della Capitale, esistono interi quartieri (città ormai annesse a Kuwait City) dove vivono individui che discendono dalle famiglie che hanno costruito questo Paese e lo hanno difeso durante l’invasione dell’Iraq durante i primi anni ’90. Tuttavia, nonostante la loro lealtà e costante fedeltà all’Emiro e alla sua famiglia, non viene concessa…

Il Kuwait ha scelto (o no) il suo Parlamento?

I primi risultati parlano chiaro: il boicottaggio ha funzionato. Il Kuwait ha scelto (o no) il suo nuovo Parlamento in data 1 dicembre 2012. Questo il risultato: su 50 membri 17 sono esponenti del movimento sciita, 3 sono donne e solo uno rappresenta le più antiche famiglie beduine; i restanti posti sono andati a personalità vicine alla famiglia regnante, gli Al Sabah. Fin qui nulla di strano se non fosse per il fatto che sul…

La Palestina all’Onu: vittoria palestinese o sconfitta israeliana?

La sera del 29 novembre l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite votato con schiacciante maggioranza a favore dell’ingresso della Palestina come stato osservatore. Il Presidente Mahmoud Abbas aveva chiesto lo scorso anno un ingresso all’ONU a pieno titolo, ma si è dovuto scontrare con l’immancabile veto statunitense. Quest’anno ha deciso di abbassare il tiro e chiedere il riconoscimento della Palestina come stato osservatore non membro. Il passo è piccolo, e questo i palestinesi lo sanno bene.…

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