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Matthias Canapini

Matthias Canapini has 5 articles published.

NO TAV tra preghiera e resistenza

Chiomonte, profonda Valsusa. Fissiamo una targhetta in metallo saldata sulla superficie rocciosa di un masso. Il macigno è in parte coperto da uno spesso strato di muschio verde e qua e là sono ben visibili funghi e licheni in procinto di crescere. «Certa la vittoria. Resistere, contrapporsi e battersi. L’esistenza, l’impegno e la passione». Paolo ha 72 anni, attivista NO TAV fin dai primi anni ‘90, quando ancora non esisteva nessun movimento popolare ed i…

Come sassi levigati dalle onde

Quando piove, le stradine del sobborgo di Songinorhairkhan, a pochi chilometri da Ulan Bator, si trasformano in fiumiciattoli colmi di fango e spazzatura. Tra le staccionate e i cortili malandati c’è un centro diurno di colore marrone, costruito anni fa dall’associazione Bayasgalant. Proprio di fronte, su in alto, al di là dei multicolori tetti spigolosi, si scorge la montagna sacra, che la tradizione vieta alle donne del luogo. In qualsiasi momento questo massiccio di terra…

Namasté, Nepal

Novembre 2015. Desolazione. Il paesaggio, a tratti, è quasi spettrale. Fiumi di macerie e calcinacci si sono riversati sul sentiero in terra battuta, seppellendo vite e ricordi. Le assi delle case, marce e spezzate, bucano il cielo come spade affilate. Abitazioni sventrate, distrutte, collassate. Il vuoto. A circa sei mesi dal terremoto che ha colpito il Nepal, i danni delle violenti scosse sono ancora ben visibili, soprattutto nei villaggi “dimenticati” nei dintorni di Patan. Migliaia…

Il soldato perfetto

La stagione delle piogge sta iniziando. Gonfie nuvole cariche di pioggia vanno e vengono da Nord, lasciando spazio momentaneamente a timidi raggi di sole. La strada, così come la terra attorno, è di colore rosso, ed il silenzio della campagna è rotto solamente dagli sporadici versi di bufali assonnati a mollo in pozze di fango. Raggiungiamo il campo base dell’associazione Apopo, mentre il sole, pallido, sbuca da dietro una collina proprio di fronte a noi.…

Agente arancio e Vietnam, l’eredità di un conflitto

Procedendo verso sud, in alcune zone di aperta campagna, gli alberi hanno cessato di crescere. Solo ampie distese di terra arida. Il vuoto. Il 30 aprile del 1975, stando ai resoconti storici, finiva la guerra in Vietnam, ma gli effetti dell’agente arancio, una diossina lanciata dall’esercito statunitense durante il conflitto, sono tuttora ben visibili. Alcuni terreni agricoli e gran parte delle acque dei fiumi, soprattutto nel sud, sono ancora contaminate e rendono impossibile il sostentamento…

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