Lotto Marzo. La vittima ha sempre torto

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Camminavo per le strade di Tunisi, au centre ville. Ma potevo essere a Torino, a Dakar, a Phonm Penh o a Londra, e forse non sarebbe cambiato nulla.

Dopo aver aspettato per ore un taxi, trovarne uno nelle ore serali a Tunisi è molto difficile che manco Carrie Bradshaw per l’ultimo vernissage a Manhattan.

Così, mentre aspettavo ho cominciato a camminare. Un tipo, in apparenza normalissimo, mi si è appiccicato addosso sempre di più. Appena ho provato ad allontanarmi mi ha afferrata per i capelli sbattuta a terra e colpita più volte al volto.

Sono stata aggredita in pieno centro, alle 20.30 in una strada affollata e non ho capito il perché.

Voleva la mia borsa? Non lo so. Certo mi chiedo se avesse voluto la borsa perchè perdere a tempo a colpirmi. Anche se non ricordo bene la sua faccia, l’ho guardato mentre mi colpiva e ho visto una rabbia che non mi era mai capitato di incrociare prima.

Continuo a ripensarci ma non saprò mai quale sia stata la ragione di tanta violenza. Poco importa. Quello che importa di più è quello che è successo dopo.

Non ricordo bene cosa sia successo quando ero a terra. So che ad un certo punto sono riuscita ad alzarmi e ho cominciato a correre. C’erano altre persone. Ho gridato. Ho chiesto aiuto. Piangendo e gridando. Colla bocca sanguinante e un occhio gonfio.

Ho avvicinato una coppia, ho chiesto aiuto, mi hanno guardata come fossi pazza e hanno proseguito. Nel frattempo, il mio aggressore continuava a gridare qualcosa che non capivo.

La paura è diventata panico totale. Piangevo e gridavo senza riuscire a fermarmi. Ho poi finalmente trovato soccorso, aiuto. E’ arrivata la polizia.

In commissariato ho sporto denuncia. Ho risposto a tutte le domande. Ci ho provato.

«Puzzava d’alcool? Aveva un giubbotto? Di che colore aveva la pelle? Lo conoscevi? Perché ti ha aggredita?»

E io non avevo tutte le riposte.

«Che cosa ci facevo lì? Ci abito.»

«Che ore erano? 8.30.»

«Che ci facevo a quell’ora lì? Ci vivo!»

Ero in pieno centro, c’era gente. Sì, d’accordo, ma è meglio evitare quella zona, è meglio evitare quella zona a quell’ora. «Perché non sono andata alla polizia a comunicare che vivevo in quella zona?».

E d’improvviso, ho capito che la questione stava diventando un’altra. D’improvviso mi è sembrato che il problema non fosse più che qualcuno mi avesse aggredita in pieno centro e che nessuno fosse intervenuto. Il problema era cosa ci facessi io lì.

Lì.

Da sola.

Sì. «Perché camminavo da sola?!»

Ed è cominciata subito la valanga dei «non dovevi, non avresti dovuto», dei «sarebbe meglio evitare, sarebbe meglio non frequentare quella zona.»

Da sola.

Gli stessi commenti sono poi arrivati i giorni successivi. «Perché ero lì, cosa facevo in giro a quell’ora.»

Da sola.

Io non avrei dovuto fare qualcosa. Io mi ero trovata nel posto sbagliato. Io avrei dovuto evitare di fare qualcosa in futuro.

Da sola.

Ero a Tunisi, ma potevo essere a Torino, a Dakar, a Londra o a Phnom Penh. Sì, perché la valanga dei «non avresti dovuto, non dovevi, perchè eri lì, sarebbe meglio che…, etc…» mi avrebbe travolta ovunque.

«Le strade libere le fanno le donne che le attraversano.»

Da sole.

Ancora ed ancora.

A Tunisi, a Torino, a Dakar, a Londra o a Phnom Penh.

Lotto marzo.

*

Parigi. Juan María Mendoza

Istanbul. Via 8 Mart Feminist Gece Yürüyüşü.

Città del Messico. Paolo Marinaro

Atene. Marco Gottero

Torino. Davide Cirillo

Torino. Chiara Davico, Domenica Vittorini e Lisa Zaquini

Barcellona. Manuela Antonucci

Grosseto. Bianca Bac. A destra: Genova. Francesca

Pisa. Irene Scaramellini

Hospitalet de Llobregat. Cecilia Vergnano

Malaga. Pablo Barge del Solar

Granada. Marta Ruffa

Bilbao. María Ortiz Baños e Nastassja Cipriani

 

Ha studiato Scienze Politiche con specializzazione in Nord Africa e Medio Oriente presso l’Università L’Orientale di Napoli. Si é specializzata presso la SOAS di Londra con un Master in Violence, Conflict and Development. Ha lavorato con ONG internazionali in Africa dell’Ovest, Medio Oriente e Sud Est Asiatico. Attualmente vive in Tunisia dove si occupa di protezione dell'infanzia e politiche di genere nella cooperazione allo sviluppo.

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