Ritratti della Memoria. Esilio e memoria del popolo Saharawi

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Si può descrivere la vita di una bambina che, nata in un campo di rifugiati, sta per diventare donna? Suo padre ci è riuscito. Così come qualcuno è riuscito a far crescere dei pomodori nella terra arida o a costruirsi una casa, sperando di abbandonarla al più presto.

Deserto del Sahara, sud-ovest dell’Algeria, uno dei luoghi più ostili della terra. Da quarant’anni centomila persone aspettano di fare ritorno nella loro terra, il Sahara Occidentale, l’ultima colonia d’AfricaSe potessero tornare a casa domani cosa porterebbero via in ricordo di quell’esilio? Alessandro e Celia lo hanno chiesto alle persone che hanno incontrato nei campi di rifugiati Saharawi, le wilayas. Nasce così Ritratti della Memoria, un viaggio nel futuro, perché il presente è attesa.

Dodici ritratti per dodici mesi per scandire il tempo che passa da quel 1975, anno in cui la Spagna abbandonò la colonia scatenando un conflitto tra il Regno di Marocco che ne invoca l’annessione e il Governo Saharawi che difende il diritto del suo popolo all’autodeterminazione.

Sono passati ormai quarant’anni dallo scoppio della crisi nel Sahara Occidentale. Ritratti della Memoria è un progetto per non dimenticare un conflitto dimenticato.

Alessandro e Celia, Italia e Spagna, sono due fotografi che hanno a lungo lavorato nei campi di rifugiati Saharawi. Tra il 2012 e il 2013 hanno realizzato un progetto fotografico per raccontare il quotidiano di un esilio che dura da quarant'anni.

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