Se l’Africa si salva da sola

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Il sistema economico africano viene considerato il più delle volte come una struttura prevalentemente di tipo ricevente piuttosto che una di tipo produttivo. Inoltre il suo ruolo finanziario nel processo di crescita del continente viene normalmente sottostimato. Il sistema del cosiddetto “aiuto allo sviluppo” e più in generale degli aiuti finanziari provenienti dall’estero  ricopre tuttora un ruolo fondamentale nel sostenere e stimolare processi di sviluppo economico, generando ricadute positive su settori fondamentali come educazione, agricoltura, sanità e commercio. Sebbene le metodologie impiegate all’interno di alcuni programmi di sviluppo abbiano spesso sollevato un dibattito in relazione al grado di partecipazione garantito alle popolazioni locali, i benefici generati sono generalmente positivi e a lungo termine.

Village and Savings Loan Associations (VSLA) è una brillante iniziativa nel campo della microfinanza e si concentra principalmente nel contesto rurale africano; tale iniziativa prende ispirazione da un preesistente sistema di credito rotativo denominato Accumulating Savings and Credit Associations (ASCA). VSLA nasce nel 1991 grazie a CARE, un’organizzazione umanitaria statunitense impegnata a combattere la povertà su scala globale. Ciò che CARE ha potuto osservare nel corso degli ultimi anni è l’esistenza di un muro invisibile tra gli abitanti delle realtà rurali e di villaggio da un lato, e le istituzioni finanziarie e di microfinanza dall’altro. Tale barriera è composta da una variegata serie di elementi come la distanza fisica tra i villaggi e le banche, la mancanza di know-how in relazione ai programmi di risparmio e alle linee di finanziamento e l’assenza di fiducia verso le istituzioni finanziarie. Ciò di cui i villaggi hanno bisogno è una forma autogestita di microcredito.

Comunemente composta da 25 membri, un’associazione VSLA prevede l’istituzione di riunioni settimanali durante le quali viene organizzata una sessione aperta di risparmio. L’ammontare raccolto e risparmiato dai membri dell’associazione viene custodito in una scatola la cui chiusura viene assicurata da tre differenti lucchetti, le cui chiavi vengono affidate a tre membri diversi dell’associazione. In nessun caso la scatola viene aperta privatamente, ma viene piuttosto sbloccata nel corso delle riunioni settimanali dell’associazione. I membri hanno la possibilità di richiedere un prestito una volta al mese, tuttavia, solitamente, le loro richieste formali di prestito devono essere validate dal resto dei membri. Inoltre, sono gli stessi membri che stabiliscono l’entità degli interessi che il richiedente dovrà pagare nel corso di tutto il periodo di rimborso.

I due aspetti più interessanti di questo sistema autogestito di accesso al credito sono (1) la totale assenza di finanziamento esterno iniziale che permetta all’associazione di incominciare la propria attività; (2)  l’inesistenza di una vera e propria struttura finanziaria di tipo formale. La creazione di un gruppo di risparmio prevede un elemento fondamentale: la formazione. I temi trattati nel corso della formazione riguardano prevalentemente le dinamiche di gruppo e la tenuta dei registri, pertanto tale sistema ha il potenziale di essere facilmente riprodotto e condiviso da coloro che hanno già partecipato alle sessioni di formazione.

Se l’assenza di una struttura finanziaria di tipo formale rappresenta sicuramente un valore aggiunto, allo stesso tempo può diventare un inconveniente: il passo successivo per rafforzare ulteriormente i processi di inclusione finanziaria nel contesto rurale africano sarà l’istituzione di una relazione reciprocamente vantaggiosa tra le istituzioni finanziarie e i differenti gruppi di risparmio. In realtà il processo è già iniziato in Kenya, dove è stata instaurata una produttiva collaborazione tra CARE, Equity Bank e Orange Money, grazie ad un cospicuo finanziamento proveniente dalla Bill and Melinda Gates Foundation, che ha garantito agli abitanti dei villaggi oggetto dell’intervento una maggiore inclusione finanziaria attraverso l’utilizzo della tecnologia mobile.

Dando un’occhiata ai numeri, questo particolare approccio alla microfinanza assume tutto un altro significato. Secondo i dati di CARE, nel corso degli ultimi anni, 150 mila gruppi in 26 paesi africani hanno beneficiato dei programmi di formazione previsti per la creazione delle associazioni di risparmio e nel complesso sono stati raggiunti 3,8 milioni di membri.

VSLA rappresenta un importante passo avanti verso la creazione di un contesto finanziario più attivo nelle aree rurali del continente africano: assicurando un maggiore accesso al credito e generando nuove opportunità di risparmio per le popolazioni locali, i gruppi di risparmio diventano l’elemento collante che permette alle diverse realtà sociali di collaborare attivamente e sono la fonte di un nuovo processo di inclusione finanziaria.

La versione originale dell’articolo è consultabile sul sito di GLOBI – Global Observatory for Inclusion. La foto è di Roger Burks.

Laurea di primo grado in Relazioni Internazionali e Laureando in Sviluppo, Ambiente e Cooperazione presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Torino. Pluriennale esperienza sul campo nel settore dell’aiuto allo sviluppo, in particolare nell’ Africa Sub-Sahariana e nei paesi membri dell’East African Community ed editore dell’area “Eastern Africa” di GLOBI – Osservatorio Globale sull’Inclusione. Attualmente è basato a Juba, in Sud Sudan, dove supervisiona il reparto approvvigionamenti di un’organizzazione non governativa che opera in ambito sanitario.

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