Primo maggio, 55 giorni dopo. Un dibattito per immagini

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In occasione della festa dei Lavoratori, celebrata il primo Maggio, con la redazione di WOTS Magazine abbiamo deciso di riflettere sul valore attuale di questa ricorrrenza. Lo abbiamo voluto fare innnanzitutto attraverso le immagini. Approfittando del fatto di trovarci in paesi diversi: Francia, Spagna, Senegal, Ruanda e Messico, abbiamo provato ad offrire attraverso la fotografia una rappresentazione delle peculiarità della manifestazione in questi territori. L’idea è che le immagini ci possano aiutare a riflettere sull’attuale condizione dei lavoratori a partire dal contrasto con i fatti che la ricorrenza del Primo Maggio pretende evocare.

La data ricorda le manifestazioni di Chicago del primo Maggio del 1886. Un gruppo di lavoratori della fabbrica di mietitrici McCormick organizzarono uno sciopero per ottenere la giornata lavorativa di otto ore. Il 3 Maggio gli agenti di polizia durante una rappresaglia uccisero tre lavoratori e ne ferirono numerosi. Un gruppo anarchico locale, indignato per i fatti, organizzò un presidio in una piazza di Chicago, “Haymarket”. Il 4 Maggio i lavoratori, solidali con le vittime dell’attacco delle forze dell’ordine, parteciparono numerosi. Le cariche della polizia al presidio, fino a quel momento pacifico, suscitarono la reazione dei manifestanti, che lanciarono un ordigno. La polizia aprí il fuoco uccidendo 11 persone e ferendone numerose.

Cosa abbiamo in comune con i lavoratori di Haymarket e con il movimento operaio di fine ‘800? Cosa ci spinge ad andare (o non andare) in piazza ogni anno? Si tratta della celebrazione di un ricordo? Della liturgia di un rituale estemporaneo? O realmente nelle piazze delle città di tutto il mondo, il Primo Maggio si celebra una cerimonia collettiva, un atto di autocoscienza di un movimento mondiale? E in tal caso, che rapporto ha con le contraddizioni locali che affronta nei diversi territori del mercato globale?

Ovviamente non abbiamo la presunzione di rispondere a queste domande, almeno non in queste poche righe. L’obbiettivo di questa piccola serie di sguardi sulla Giornata dei Lavoratori è piuttosto quello di stimolare una riflessione, di insinuare una serie di domande.

La transizione economica che stiamo vivendo a partire dalla fine degli anni ’70 ha radicalmente riconfigurato la condizione dei lavoratori, frammentando l’unità che presiedeva all’identità politica del movimento. La nostra attenzione si rivolge quindi ai nuovi processi di soggettivazione attraverso i quali i lavoratori nel mondo stanno producendo nuove forme di coscienza politica e culturale. Vorremmo invitare tutti coloro che si occupano di questi temi a scriverci ed a mandarci le proprie rilfessioni. L’appello è rivolto anche ai lavoratori stessi, affinchè ci raccontino della propria esperienza, nella speranza che raccogliere e confrontare testimonianze ci possa aiutare a comprendere una questione di grande complessità come quella del lavoro.

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Diritti e cittadinanze

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