Chevron rima con cavron: da Lago 1 a Calle 13

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La band musicale portoricana Calle 13 ha lanciato, il 3 di maggio dal cuore dell’Amazzonia ecuadoriana, un richiamo per difendere la selva e le foreste di tutta l’America Latina. René Pérez (cantante) più conosciuto come “Residente”, e Eduardo José Cabra Martínez detto “Visitante” (multistrumentista), hanno  offerto un concerto gratuito alla popolazione ecuadoregna della provincia di Sucumbios che si è tenuto nella città di Nueva Loja alla presenza di più di 10.000 persone. La band, conosciuta e apprezzata in tutta l’America Latina, si è recentemente unita alla campagna ” La mano sporca di Chevron”, vedere l’articolo su WOTS? del 21 febbraio 2014 “Petrolio, denaro e verità, l’Amazzonia chiede giustizia!”.

Nettamente schierate le parole della band, riportate dai giornali locali “Dobbiamo fare fronte comune quando compagnie come Chevron vengono ad arrecare danno ed a contaminare la natura. Non bisogna permettere che abusino delle nostre foreste, bisogna mantenere un equilibrio tra lo sviluppo dei Paesi e la preservazione ambientale del Continente”. La band portoricana, vincitrice di 10 Latin Grammy Award e due Grammy Award, è stata ospite il giorno seguente del Presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, nella sua residenza di Quito.

Correa dopo aver offerto il pranzo agli illustri ospiti ha voluto porre i suoi ringraziamenti ufficiali alla band per l’adesione alla campagna contro Chevron. Da parte sua , la multinazionale del petrolio statunitense, tramite i suoi portavoce, ha descritto come uno “show mediatico”, la visita della Calle 13 al pozzo Aguarico 4, luogo dal quale è partita la campagna internazionale.

Molti altri personaggi, esperti ambientali, cantanti e attori hanno espresso il loro sostegno alla campagna di protesta patrocinata dall’attuale governo dell’Ecuador, eccovi alcuni esempi: gli attori americani Danny Glover e Mia Farrow, il cantautore spagnolo Luis Eduardo Aute, il sindaco di Richmond ( USA) , Gayle McLaughlin , la documentarista Alexandra Cousteau, nipote di Jacques Cousteau il noto ricercatore francese e attivista, il sociologo spagnolo Monserrat Ponsa e  il suo collega brasiliano Emir Sader, tra gli altri. Il concerto della Calle 13 è però solo l’ultimo anello di una storia che dura da cinquant’anni.

René Pérez "Residente" durante il concerto del 3 di Maggio a Nueva Loja.
René Pérez “Residente” durante il concerto, Nueva Loja, Ecuador (Maggio 2014). Foto di Alvaro Esteban Salazar Zapata

La multinazionale petrolifera Texaco aveva cominciato le esplorazioni per la ricerca del petrolio nella zona di Lago Agrio nel 1964 costruendo il pozzo petrolifero Lago 1. L’anno successivo un consorzio composto dalla stessa Texaco e da Gulf Oil trovò i giacimenti e cominciò le operazioni di trivellazione. Ne 1972 cominciarono l’estrazione e la produzione di greggio su larga scala. Negli stessi anni il governo dell’Ecuador creò la prima compagnia petrolifera statale, la CEPE, oggi chiamata Petroamazonas, che nel 1974 ottenne dal consorzio americano il 25 per cento degli introiti derivanti dalla vendita del petrolio. Nei successivi vent’anni i giacimenti della provincia produssero 1,7 miliardi di barili che resero alle imprese coinvolte nel progetto 25 miliardi di dollari. Alla fine degli anni Settanta Texaco e Gulf Oil cedettero alla compagnia petrolifera ecuadoregna la maggioranza delle quote dell’impresa e tra il 1990 e il 1993 l’odierna Petroamazonas (ma all’epoca Petroecuador) diventò l’unica proprietaria dei giacimenti petroliferi. Nel 1995 la Texaco fece un accordo con il governo dell’Ecuador per la bonifica di alcuni pozzi e delle zone limitrofe a seguito del quale la compagnia si liberava da qualsiasi obbligo ulteriore. Le spese per la bonifica raggiunsero i 40 milioni di dollari.

Pozzo "Lago 1" primo pozzo di estrazione petrolifera nell'Amazzonia ecuadoriana, entrato in funzione nel 1964
Il pozzo “Lago 1” è il primo pozzo di estrazione petrolifera nell’Amazzonia ecuadoriana, entrato in funzione nel 1964

Chevron Corporation entrò in questa storia nel 2000, quando acquisì Texaco per 45 miliardi di dollari. Nel 1993, a nome di un gruppo di abitanti della provincia Sucumbios, l’avvocato americano Steven R. Donziger, aveva avviato un’azione legale negli Stati Uniti contro Texaco, accusandola di avere contribuito a distruggere 1700 miglia quadrate di foresta pluviale. All’accusa di disastro ambientale si sommava quella di avere procurato danni permanenti alla salute della popolazione locale. La Corte americana si disse non competente e accolse la richiesta di Texaco – richiesta che sarebbe stata poi rimpianta – che la questione riguardasse l’Ecuador, dove una nuova causa fu presentata nel 2003. Nel frattempo Chevron aveva acquistato Texaco, e nel 2011 fu quindi Chevron a essere condannata al risarcimento di 19 miliardi di dollari, cifra che ad oggi non è ancora stata pagata. Questa storia è magistralmente raccontata nel film documentario “CRUDE” di Joe Berlinger.

Fonti e approfondimenti

Diego Battistessa È laureato in “Scienze per la Pace: cooperazione internazionale e trasformazione dei conflitti” all'università di Pisa. Ha inoltre conseguito una specializzazione in Geopolitica alla SIOI di Roma e una specializzazione universitaria nel campo delle Scienze Sociali e Giuridiche all'università Carlos III di Madrid. Ha lavorato in diversi contesti di cooperazione internazionale in Europa, Africa, Asia e America Latina. Tra il 2013 e il 2015 ha implementato progetti delle Nazioni Unite (UNHCR) a sostegno dei rifugiati colombiani in Ecuador. Ha collaborato come esperto del settore della cooperazione internazionale con diverse università: UNIPI (Pisa, Italia), USON (Sonora, Messico), URJC (Madrid, Spagna), UPV (Valencia, Spagna) e attualmente svolge il ruolo di docente e ricercatore presso l'Istituto di studi internazionali ed europei "Francisco de Vitoria" all'Università Carlos III di Madrid. E' coordinatore accademico del Master di Azione Solidale Internazionale e inclusione sociale, membro del gruppo di ricerca universitaria "Globalizzazione, processi di integrazione e cooperazione Internazionale" e membro del gruppo di cooperazione universitaria " Solidarietà internazionale, Cultura, Diritto Internazionale Umanitario e Diritti Umani". Ha alle spalle diversi corsi di specializzazione in: comunicazione per il settore no profit, valutazione della qualità dell' aiuto umanitario e creazione/gestione dei progetti di cooperazione allo sviluppo. Dal 2017 è docente per la piattaforma italiana ONG 2.0, impresa dedicata alla formazione di cooperanti italiani. E' autore del blog sulla cooperazione e sui diritti umani “Kriptonite | Civis Mundi" e collabora a due progetti editoriali italiani di informazione indipendente.

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