Festival AlimenTerre. 6 film per discutere di agricoltura e alimentazione

di

Dal 15 ottobre al 30 novembre si é tenuto in Francia, in Europa e in Africa occidentale, il Festival AlimenTerre, un’occasione di discussione e sensibilizzazione sul tema della transizione agricola e alimentare. Il film festival ha rappresentato l’evento centrale della campagna AlimenTerre, coordinata dal Comitato francese per la Solidarietà Internazionale (CFSI) e sostenuta da una rete di 600 attori regionali e locali. Nata nei primi anni del 2000, la campagna AlimenTerre promuove un agricoltura familiare sostenibile e invita a riflettere su come le scelte alimentari quotidiane influiscano sulle attuali dinamiche di produzione e commercio di prodotti agricoli. A partire da una selezione di sei film-documentari, il film festival ha voluto essere un momento di riappropriazione da parte dei cittadini della questione agricola e alimentare, proponendo piste d’azione concrete a favore di un modello agricolo più equo e più rispettoso dell’ambiente e dell’ecosistema. Il tema centrale dell’edizione 2013 è stato “la transizione agricole e alimentare: verso un sistema agricolo sostenibile che garantisca sovranità alimentare e cibo per tutti”. Al Nord come al Sud gli esempi di cittadini, agricoltori e funzionari locali mostrano che altri modelli di sviluppo agricolo sono possibili a scale più o meno grandi e che una transizione è possibile.

Voices of Transition A Cuba, in Inghilterra e in Francia è in atto un cambiamento culturale che cerca di oltrepassare l’insicurezza alimentare e i disastri ambientali. Il film mostra le alternative che rispondono alla minaccia del cambiamento climatico, della scarsità di petrolio e della crisi economica. Le soluzioni sono semplici, modeste e rispettose dell’ambiente. Si tratta di iniziative che sostengono le economie locali, i legami di vicinato, la resistenza agli shock esterni e la libera diffusione della conoscenza. La transizione non è una rivoluzione, ma un’evoluzione!

Le pain des tropiques Dieci mesi dopo il terremoto del gennaio 2010, il film racconta la storia delle popolazioni rurali di Haiti. Seguendo la produzione della “cassava”, una galletta di manioca, scopriamo la lotta quotidiana per l’indipendenza alimentare e contro i peggiori nemici della “perla delle Antille”: la deforestazione, l’erosione e l’impoverimento del suolo. Il movimento contadino “Agroecologica”, con oltre 15 000 famiglie, diffonde le tecniche vitali per l’inverdimento delle colline.

Les déportés du libre-échange L’accordo nordamericano di libero scambio (NAFTA) ha promesso uno sviluppo degli scambi commerciali tra Stati Uniti, Canada e Messico, i cui benefici avrebbero dovuto interessare l’intera economia per il benessere generale. Sedici anni dopo, la situazione è amara. Il Messico ha dovuto smantellare il sistema agricolo che ha permesso l’autosufficienza. Il mais transgenico, sovvenzionato dagli Stati Uniti e venduto ad un prezzo tre volte meno caro che il « criollo » locale, si é diffuso in tutto il paese. Tre milioni di piccoli agricoltori si sono spostati nelle periferie urbane o hanno tentato la fortuna negli Stati Uniti. La malnutrizione, obesità e povertà hanno guadagnato terreno.

LoveMEATender In che modo la carne è divenuto un prodotto banale sulle nostre tavole ? Un prodotto come gli altri? Nel 2050 saremo 9 miliardi di persone. Mangiare carne richiede 36 miliardi di animali da allevamento e alimenta fenomeni quali l’esaurimento delle risorse naturali, l’inquinamento e il riscaldamento globale, di cui la terra paga il prezzo più caro. Ma anche l’uomo non ne è esente: obesità, cancro, diabete e resistenza agli antibiotici. L’industria del bestiame ha causato un cambiamento nell’equilibrio tra l’uomo, gli animali e la terra. La produzione agricola tradizionale rimane la risposta adeguata alle sfide della fame nel mondo.

Nouadhibou : les poissons ne font pas l’amitié Nel porto di Nouadhibou (Mauritania), migliaia di pescatori si trovano ad affrontare l’esaurimento delle risorse e devono prendere più rischi per procurarsi il pesce. Pescherecci industriali europei catturano enormi quantità di pesce nel quadro del più grande accordo di pesca del mondo. In questo sistema appare un nuovo attore, la Cina, che seduce sempre di più il governo mauritano, affinché realizzi degli investimenti. Ma ovviamente a discapito dei pescatori…

Taste the waste Lo scenario è lo stesso in Giappone, Stati Uniti, Germania e Francia. La maggior parte del cibo viene buttato via anche prima di raggiungere uno scaffale del supermercato. Patate troppo grandi, pomodori non abbastanza rossi, cetrioli non abbastanza diritti. Il documentario rivela che in ogni supermercato vanno alla discarica all’incirca 45 chili di cib al giorno. I prodotti sono perfettamente consumabili, ma non soddisfano gli standard della grande distribuzione. Taste the waste svela le assurdità di una logica economica che crea sovrabbondanza da un lato e povertà estrema, dall’altro.

Laureato in Studi Internazionali all’Università di Torino, ottiene un Master 1 in Studi Migratori e Sviluppo all’Università di Granada (Spagna) e un Master 2 in Economia Sociale e Solidale presso l’Università di Montpellier (Francia). Ha maturato una pluriennale esperienza professionale nell’ambito delle reti di Economia Sociale e Solidale. Ha partecipato all’organizzazione del Forum Internazionale dell’Economia Sociale e Solidale (Canada) occupandosi della co-costruzione di politiche pubbliche. Dal 2012 é basato a Montpellier (Francia) dove ha lavorato per la Camera Regionale dell’Economia Sociale. Attualmente si occupa dello sviluppo di una start’up costituita in forma cooperativa e della la banca del tempo Accorderie.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Sguardi

Becky è morta

«Riposa in pace, Becky. Sarai sempre nel mio cuore», diceva una pagina
Torna SU