Una poesia illegale. 15 anni a Mohammed Ibn al Daheeb

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Il Qatar, uno dei più ricchi e liberali paesi del Golfo, diventa teatro di una triste vicenda. Mohammed Ibn al Daheeb, poeta qatarino e ex studente della facoltà di letteratura presso l’Università del Cairo, viene condannato dalla Corte di Cassazione in data 19 ottobre 2013 con l’accusa di aver inneggiato al rovesciamento del governo e di aver insultato lo Sceicco.

La vicenda risale al 2010 quando Mohammed scrisse la poesia “Jasmine Revolution” nella quale, attraverso la vicenda tunisina, l’autore sottolinea il coraggio del popolo di questo paese, ricordando i tempi difficili sotto Ben Ali e l’ascesa di Ghannouchi. Il suo disprezzo si rivolge, infine, a quegli Stati che continuano a sottomettersi alle forze americane, dove i cittadini, forse troppo ricchi e benestanti, non hanno la forza o l’interesse a ribellarsi.

Dopo alcuni video apparsi su YouTube, pare che Mohammed avesse pubblicato un’altra poesia (2011). Sembra che quest’ultima, piuttosto che la prima, avesse fatto infuriare lo Sceicco del Qatar. Infatti, nonostante fossero passati molti mesi dalla circolazione di “Jasmine Revolution”, la convalida di arresto arrivò soltanto nel 2011 – il che fa pensare che a destare sgomento sia stata la seconda opera. Il 29 novembre 2011 Mohammed venne condannato all’ergastolo. Dopo un primo appello avvenuto il 29 ottobre 2012, il processo venne posticipato per ben cinque volte. In questo periodo egli trascorrerà 5 mesi in isolamento.

Il 19 ottobre 2013 la pena viene ridotta a 15 anni nonostante il suo avvocato affermi che, secondo la legge, una sentenza del genere preveda, al massimo, 5 soli anni. Sembra che, tra i capi di accusa, quello che potrebbe aver aggravato la sua, 5 soli a posizione, sia stato l’aver recitato in pubblico le sue opere. Tuttavia, il suo avvocato riferisce che non ci sono prove evidenti per questo tipo di imputazione. Mohammed lancia un appello allo Sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, scusandosi per avergli recato offesa, sperando nella sua clemenza.

La Costituzione del Qatar tutela la libertà di espressione nei seguenti articoli: Art. 18 – “La società del Qatar è basata su valori quali […] la libertà”. Art. 36 – “La libertà personale deve essere garantita e nessuno può essere arrestato, detenuto o ricercato violando questa disposizione […]”. Art. 47 – “La libertà di espressione e di opinione […] sono garantite in relazione alle condizioni e istanze previste dalla legge”.

Questi episodi sono comuni in questa regione del Medio Oriente: già in Kuwait e in Arabia Saudita alcuni scrittori sono stati arrestati con gli stessi capi di accusa; la maggior parte delle volte le autorità anno concesso loro la grazia.

Qui si può leggere la traduzione in inglese del testo Jasmnine Revolution e ascoltare la poesia nella sua versione originale.

Laurea di primo grado in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Pavia e Laurea specialistica in Scienze Internazionali - Global Studies - presso L'Università degli Studi di Torino, ha scoperto la sua passione per il Medio Oriente in Tunisia dove ha iniziato a studiare arabo. Si è poi spostata prima in Turchia, poi in Kuwait, poi in Bahrain per poi approdare finalmente in Palestina. Dopo tre mesi trascorsi a Hebron, è tornata in Europa dove ha svolto uno stage presso la Fondazione Alkarama di Ginevra occupandosi di comunicazione e media.

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