La responsabilità umana sul clima

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L’evidenza è schiacciante: il riscaldamento globale è ormai realtà e i cambiamenti climatici sono una vera e propria minaccia per il mondo in cui viviamo, pertanto una risposta a livello globale risulta essere urgente. Le concentrazioni di gas serra in atmosfera sono  aumentate in maniera evidente dalla rivoluzione industriale ad oggi, conducendo ad un aumento  della temperatura media di circa 0,7 °C. C’è un chiaro consenso tra gli  scienziati, che la principale causa di questo aumento sia da imputare all’attività antropica. Con un’elevata probabilità, infatti, si può affermare che, mentre i fattori naturali quali i cambiamenti  dell’intensità solare e le eruzioni vulcaniche, spiegano gran parte del trend delle temperature  globali fino ai primi anni del diciannovesimo secolo, l’aumento dei livelli di gas serra, derivante dalle attività umane, forniscono  l’unica spiegazione plausibile dell’entità del riscaldamento globale degli ultimi 50 anni. Il riscaldamento del sistema climatico è inequivocabile e dal 1950 molti cambiamenti sono stati osservati in tutto il sistema climatico che sono senza precedenti nel corso di decenni di millenni. Ciascuno degli ultimi tre decenni è stato successivamente più caldo sulla superficie della Terra rispetto a qualsiasi decennio precedente al 1850.

È uscito il 27 settembre il report per i decisori politici del quinto rapporto sul clima dell’Intergovernamental Panel on Climate Change (IPCC) che conferma queste preoccupazioni e se possibile peggiora ulteriormente gli scenari previsti dai precedenti rapporti. L’IPCC è un organismo scientifico sotto l’egida delle Nazioni Unite (ONU) che esamina e valuta le più recenti informazioni scientifiche, tecniche e socio-economiche prodotte in tutto il mondo rilevanti per la comprensione del cambiamento climatico. Mentre nel 2007 l’IPCC stimava un innalzamento del livello del mare fino a 59 centimetri entro il 2100 secondo questo rapporto l’aumento potrebbe arrivare addirittura fino ai 98 cm.

È sotto l’aspetto degli scenari proposti che si corre il rischio maggiore perché rispetto alle previsioni passate si è riscontrato il cosiddetto “calore mancante”; secondo la maggior parte dei modelli climatici, negli ultimi decenni l’atmosfera avrebbe dovuto scaldarsi ancora più rapidamente e questa differenza di stime può essere dovuta al maggiore assorbimento temporaneo del calore dell’atmosfera da parte degli oceani, secondo l’opinione di Myles Allen dell’Università di Oxford ed autore insieme ad altri 258 scienziati del rapporto. In base al nuovo rapporto, il raddoppiamento delle concentrazioni di gas serra che si potrebbe verificare alla fine di questo secolo, dovrebbe produrre un riscaldamento compreso tra gli 1.5 ed i 4.5 gradi centigradi.

Intraprendere urgentemente una serie di misure efficaci ed efficienti di adattamento, al fine di ridurre i costi del cambiamento climatico ed evitare che in futuro i costi di esso aumentino, è uno dei messaggi chiave che il report intende promuovere.

Il riassunto per decisori politici delle basi fisiche del riscaldamento globale avrà un valore formale più che sostanziale. Questo rapporto come quello proposto da Stern ad esempio, sottolinea più volte l’importanza del mondo politico nel promuovere in modo efficace le azioni di adattamento al cambiamento climatico. Tali azioni dovrebbero essere gestite a tutti i livelli di governance, garantendo che ogni misura sia condotta al livello più opportuno ed in modo coordinato. Inoltre, essi hanno il ruolo di integrare l’adattamento con tutte le altre politiche settoriali presenti e future, nonché promuovere strategie coordinate da parte di tutti i settori e della società civile.

Immagine di copertina di Agni Klintuni Boedhihartono.

Laureto in Scienze Strategiche presso l’Università di Torino. Da sempre interessato a tematiche ambientali ha collaborato dal 2009 al 2012 con l’ONG M.A.I.S. di Torino. Attraverso il bando UNI.COO dell’Università di Torino si reca in Senegal da Aprile a Settembre 2012 per svolgere una ricerca avente come tema principale le acquisizione di terra su vasta scala e le imprese italiane operanti in campo agricolo, con particolare attenzione per quelle che producono biocarburanti. Tra il 2014 ed il 2015 si reca in Messico per svolgere un anno di Servizio Civile.

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