“Oro tossico”, il lavoro minorile in Tanzania

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Rahim ha 13 anni, vive in un villaggio situato nel distretto di Chunya, nel sud della Tanzania. Da due anni ormai lavora in una delle numerose miniere d’oro su piccola scala presenti nel distretto. È con la sua esperienza che esordisce il rapporto di Human Rights Watch “Toxic Toil”, che alla fine del mese di agosto ha dedicato 96 pagine a questa silenziosa violazione dei diritti dei minori in Tanzania. Secondo la nota organizzazione americana che da anni vigila sulle violazioni dei diritti dell’uomo e nello specifico dei minori, il coinvolgimento dei bambini nei processi di estrazione dell’oro è particolarmente diffuso sul territorio della Tanzania. Il distretto di Chunya (regione di Mbeya) non è l’unico ad essere colpito da questo grave fenomeno, difatti la pratica di estrazione dell’oro si estende sino a raggiungere la regione di Mwanza, situata al nord del paese. Rahim ha iniziato trascorrendo  il suo tempo libero a lavorare in miniera, tuttavia, con il passare dei giorni,  l’attività mineraria ha rubato sempre più ore della sua giornata, costringendolo a saltare le lezioni per assicurarsi una piccola entrata economica.

Come si desume dal video di presentazione del rapporto, i bambini impiegati nei processi di estrazione mineraria si ritrovano costretti a svolgere tale attività, tanto per aiutare la propria famiglia, quanto per aiutare se stessi a finanziare le proprie spese scolastiche. I minori intervistati da Human Rights Watch sono al corrente dell’enorme rischio che corrono nel condurre quest’attività. I bambini sono coinvolti in tutte le fasi di estrazione dell’oro : il lavoro inizia dalle operazioni di scavo,  che avvengono in profondi pozzi e che possono durare fino a 24 ore, segue  il gravoso trasporto delle pietre e la loro frantumazione, che viene effettuata a mano dagli stessi bambini, si giunge quindi alla fase finale  d’estrazione, forse la più dannosa per la salute dei lavoratori. Quest’ultima fase prevede l’utilizzo della polvere di mercurio, che, una volta mischiata alle pietre frantumate in precedenza, riscaldata, evaporata  (e respirata dagli stessi bambini con gravi conseguenze a livello respiratorio e celebrale) lascia dietro di sé l’oro ricercato. Nel 2009 la Tanzania ha elaborato un piano nazionale per la riduzione del lavoro minorile : secondo le legislazioni che regolano l’estrazione mineraria, la tutela dei minori e il lavoro, il governo della Tanzania vieta a tutti i minori di 18 anni ogni tipo di attività lavorativa definita pericolosa, specialmente l’attività di estrazione mineraria. Sebbene la legislazione sia chiara a riguardo,  il governo non ha ancora dimostrato la volontà di mettere seriamente in atto le disposizioni di legge al suo interno: i controlli effettuati nei siti minerari sono ancora troppo sporadici e, a livello istituzionale, non sono stati previsti sufficienti fondi a supporto di tale programma governativo a tutela dei minori.

Immagine di copertina: Mining in Kailo (RDC, 2007) di Julien Harneis.

Laurea di primo grado in Relazioni Internazionali e Laureando in Sviluppo, Ambiente e Cooperazione presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Torino. Pluriennale esperienza sul campo nel settore dell’aiuto allo sviluppo, in particolare nell’ Africa Sub-Sahariana e nei paesi membri dell’East African Community ed editore dell’area “Eastern Africa” di GLOBI – Osservatorio Globale sull’Inclusione. Attualmente è basato a Juba, in Sud Sudan, dove supervisiona il reparto approvvigionamenti di un’organizzazione non governativa che opera in ambito sanitario.

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