Il Cortile dell’Utopia. Un reportage di Lara Mazagatos

di

‘Il Cortile dell’Utopia’ è un condominio di mattoni rossi, con tre appartamenti per piano e una terrazza che solo serve a posizionare le antenne della televisione. E’ il tipico edificio sorto durante il boom immobiliare spagnolo, con una storia simile a quella di molti altri suoi simili. Appena terminato già presentava qualche difetto di costruzione. L’impresa edile aveva deciso di ridurre i costi, e al pari di tanti altri edifici di questa specie, dopo la sua costruzione rimase vuoto. E’ l’altra faccia dell’espansione urbanistica vissuta dalle città spagnole durante l’ultima decade.

No más gente sin casas. No más casas sin gente

Ma se lo skyline della Spagna è puntellato di edifici vuoti, oggi la realtà delle sue strade è fatta di persone che subiscono licenziamenti e sfratti. Volendo fare un elementare esercizio di logica, uno direbbe che se ci sono case senza inquilini e persone senza casa, tanto vale dare le case a chi ne ha bisogno.

Fu questa la decisione presa dalla “Intercomisión Vivienda” del 15M Sevilla. Il 16 maggio 2012, 36 famiglie vittime di sfratti entrarono in quel condominio di mattoni rossi vicino al ponte del Alamillo. In linea di principio non per rimanerci, ma per aspettare una soluzione alternativa da parte dell’amministrazione pubblica. E infatti l’azione del comune non si é fatta aspettare: 20.000 euro sono stati spesi per deviare il cablaggio elettrico, tagliare l’accesso all’acqua e costruire una fontana. Altre nove Corralas sono state occupate fino ad oggi con l’appoggio del Movimento 15M.

Un paio di volte al giorno le inquiline e gli inquilini de ‘La Corrala de Vecinas La Utopía’ scendono in strada a riempire taniche d’acqua. Da piú di due anni vivono senza luce e senza acqua. E senza paura. Hanno aperto un blog e hanno anche una pagina facebook che vi invitiamo a seguire. La loro voce é giunta fino al New York Times.

Nel novembre dello scorso anno passai con loro appena una mattinata, il tempo sufficiente perché mi aprissero le porte delle loro case e delle loro esistenze. Sono tutti vittime di sfratti. Donne anziane e genitori con tre figli. Godono dell’appoggio delle loro famiglie, del movimento del 15M e di alcune suore che gli procurano beni alimentari. Anche il Sindacato Andaluso del Lavoratori (SAT) li appoggia. Una parte dei beni alimentari espropriati ad una catena di supermercati nell’agosto del 2012 – azione che costò imputazioni da 2 a 5 anni di prigione a membri del sindacato – fu donata alle inquiline e agli inquilini della Corrala.

Sin Agua, Sin Luz, Sin Miedo

La maggior parte delle inquiline e degli inquilini della Corrala conserva i loro averi in pacchi di cartone non ancora aperti, ‘nel caso in cui domani ci sfrattino’. Alcuni hanno comprato fornelli a gas, chi ha potuto si è procurato un generatore. ‘Lo utilizziamo giusto per guardare il telegiornale e poco piú. La benzina è molto cara’, racconta Manoli, una donna di 65 anni. ‘Cuando mi sfrattarono da casa mia iniziai a riunirmi con quelli del 15M. I miei figli mi chiedevano dove andavo e io gli rispondevo che andavo in assemblea. Fui una delle prime a entrare nella Corrala. Quel giorno, quando aprimmo le persiane e vedemmo tutta quella gente lí sotto che ci appoggiava, mi emozionai’.

‘Io e mio marito lavoravamo nella stessa impresa. Un giorno fallì e rimanemmo per strada con tre figli. Teoricamente ci dovrebbero indennizzare per il licenziamento entro due o tre anni. Chissà. Ai bambini dicemmo che avremmo cambiato casa perché l’altra aveva dei problemi e dovevamo fare dei lavori’ racconta Vanessa.

La situazione non é facile per nessuno. Tutti sono coscenti che le possibilità che migliori sono molto scarse. Le inquiline e gli inquilini hanno iniziato a raccogliere firme e a sedersi insieme ai rappresentanti di Ibercaja, una banca che quasi un anno fa compró l’edificio con i suoi abitanti dentro. Loro non vogliono rimanere lí ma nemmeno dormire per strada, quindi continueranno a combattere dalla loro Corrala. ‘Viviamo nell’Utopia, perchè la realtá non ci piace’.

Fonti

Articolo di Lara Mazagatos. A cura di Stefano Piemontese. Lara è laureata in Comunicazione Audiovisiva presso l’Universidad Complutense de Madrid. Ha completato i suoi studi  di fotografia presso l’Istituto Portoghese di Fotografia (Porto, 2009), presso CoberturaPhoto (Siviglia, 2009/10) e la GrisArt School (Barcellona, 2010/11). Le sue immagini sono state esposte presso la Barcellona Colectania Photo Foundation e in una personale di Cobertura Foto. 

Diritti e cittadinanze

Torna SU