Profezia Maya e Messico contemporaneo. Il Massacro di Acteal

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Oggi, 21 Dicembre 2012, in tutto il mondo si parla della profezia dei Maya. Numerosi eventi e feste si ispirano a questa data, approfittando dell’interpretazione apocalittica per celebrare ‘come se non ci fosse un domani’ o semplicemente per elaborare una locandina o un invito diverso rispetto al solito. Tuttavia in Messico, le popolazioni Maya, che abitano la zona sud del paese, il Chiapas, celebrano un anniversario completamente diverso.

Il 22 Dicembre del 1997, ad Acteal, nel municipio di Chenalhó, un gruppo di indigeni Tzotzil, discendenti dalla famiglia Maya, è stato attaccato da un commando paramilitare, mentre pregava in una chiesa. Quarantacinque persone furono uccise, fra cui sedici bambini, venti donne, di cui sette incinte, e nove uomini adulti. Le vittime dell’attacco facevano parte dell’associazione civile cristiana e pacifista Las Abejas, il cui obbiettivo è lottare contro il neo-liberismo, promuovere la pace e la giustizia.

Il governo messicano definì l’attacco nei termini di uno scontro etnico, ma numerose fonti giornalistiche (vedi La Jornada e El Universal) sostengono che il massacro fu il risultato di una strategia terroristica, sostenuta dal governo, per colpire l’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN), che raccoglie numerose adesioni e consenso fra le popolazioni di questa zona della confederazione messicana.

Ancora oggi la responsabilità del massacro di  Acteal non è stata accertata. Il 4 Ottobre del 2007, dieci anni dopo l’attacco, trentaquattro indigeni furono dichiarati colpevoli. Il 30 gennaio del 2008 la Commissione Civile Internazionale per l’Osservazione dei Diritti Umani (CCIODU) segnalò in un rapporto la responsabilità dello Stato nel massacro di Acteal. Il 2 Agosto dello stesso anno la Corte Suprema Messicana riaprì il caso, ma quattro giorni dopo il procuratore fu rimosso dal suo incarico in seguito alle accuse dei sopravvissuti, i quali dichiararono di ricevere minacce da parte sua. Il 5 agosto 2009 la Corte Suprema concluse che il governo messicano aveva manipolato il processo. Il 12 agosto 2009 vengono liberati 30 fra gli indigeni detenuti e negli anni seguenti, fino al 4 febbraio 2011, sono stati giudicati innocenti anche gli altri condannati. Tuttavia il rapporto fra il massacro di Acteal, l’esercito messicano ed il governo non è mai stato indagato. Nel settembre del 2011 un’associazione civile di Acteal presentò alla corte del Connecticut (USA) una denuncia contro l’allora presidente del Messico Ernesto Zedillo, membro del Partido Revolucionario Istitucional (PRI), ma il 7 Settembre del 2012 l’ex-presidente ottenne l’immunità. Oggi, nonostante le costanti proteste e le manifestazioni che ne hanno preceduto le contestate elezioni, il PRI è di nuovo al governo in Messico, con un nuovo presidente, Enrique Peña Nieto.

Oggi gli Tzotzil-Maya sono scesi in piazza per manifestare pacificamente e ricordare la strage impunita di Acteal. Il 21 dicembre 2012 i discendenti dei Maya non attendono  la fine del mondo, ma lottano per la giustizia e per il riconoscimento dei propri diritti, come fanno da più di 500 anni.

Fonti e approfondimenti

Diritti e cittadinanze

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