18 dicembre 2012: il grazie di Torino a tutti i suoi migranti

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Oggi, 18 dicembre, è la Giornata di azione globale dei Migranti,dei rifugiati e degli sfollati. Durante il Forum Mondiale delle Migrazioni realizzato a Quito (Ecuador) a ottobre 2010 e durante il Forum Mondiale a Dakar (Senegal) a febbraio 2011 è stato deciso di scegliere questa data che è anche il giorno in cui le Nazioni Unite,nel 1990, hanno adottato la Convenzione per i diritti dei lavoratori Migranti e le loro famiglie. Oggi è un giorno di festa e mobilitazione,quindi non punteremo il dito sul fatto che tale Convenzione sia entrata in vigore a piu’ di dieci anni dalla sua adozione e che solo 44 Stati Membri la abbiano ratificata, ma vorremmo parlare a nome di Torino, della città nella quale siamo nati e cresciuti noi di WOTS?. Vorremmo farci portavoce di un grazie collettivo che abbiamo la certezza rappresenti il sentire comune della sua gente.

Torino è così, accoglie e rigetta, abbraccia ed espelle: è un ventaglio magico di colori e culture, di religioni e gusti persi e ritrovati che sventola ininterrottamente attraverso generazioni, dal Marocco al Peru’, di padre in figlio. Torino è così. Un ristorante indiano qua, una pizzeria là, un kebabbaro tra i due.

Il mercato di porta palazzo oggi
Il mercato di porta palazzo oggi

Basta farsi un giro a Porta Palazzo (il mercato all’aperto più grande d’Europa di cui giustamente ci vantiamo tanto) per capire che è molto altro ancora. Se si amano le lingue e i cibi etnici, qui coesiste il giusto connubio per  fare affari in cinese, siciliano, arabo e piemontese e mille altri ancora tra lingue e dialetti. Torino è una città che, nel bene e nel male, nella sua piccola provincialità resta umilmente consapevole delle sue ricchezze e che, in questo luogo simbolo,  disegna ogni singolo giorno l’umanità nella sua grandezza più sublime. Anche se non sono mai mancate le polemiche, nel quotidiano si cerca di aiutarsi, di girare la stufetta in modo tale che ci scaldi in piu’persone possibili, di consigliare spinaci e melograni del banco vicino, di chiunque esso sia.

Porta Palazzo è da sempre considerata un porto, una kasbah, la Vucciria de no altri. Isola di approdo per i migranti di oggi e per quelli di ieri, ha saputo interiorizzare le difficoltà dell’arrivo da un lungo viaggio con le migliori esperienze di integrazione, offrendosi ai nostri cuori come un  luogo di cui andare fieri, come una di  quelle immagini di Torino che risveglia la  saudade per lei.

Torino senza Porta Palazzo e le sue persone non sarebbe Torino,  senza i suoi protagonisti che sono figli di mondi vicini e lontani, avrebbe solo un mercato medio borghese in più e molte storie fantastiche in meno. L’intreccio tra “la voglia di casa” e “il sentirsi a casa” qui è davvero tangibile e rende giustizia a tutti coloro che hanno creduto e combattuto per costruire insieme una realtà che trova la sua ragion d’essere nel calore dell’imperfezione. In questo mondo idilliaco, esistono chiaramente problemi da superare, ma la base è sana e propizia se si pensa che  le regole della convivenza sono state prima calpestate e poi, poco alla volta, rispettate e condivise. La condivisione e la solidarietà che si respirano tra the alla menta e panzerotti sono stati sudate e sofferte, ma sono il naturale sbocco di storie tutte diverse e tutte simili che sono venute in contatto. Sono i profumi della libertà  che si è conquistata a seguito di viaggi anche transoceanici, di sacrifici familiari e di sfruttamenti di ogni genere. Oppure, sono i profumi di quel sogno di libertà che chi costretto a vivere illegalmente può solo ricordare aspettando momenti migliori. Come migrante, ringrazio Torino per la sua natura accogliente e spugnosa. Come cittadina, ringrazio tutti i migranti, italiani e stranieri che contribuiscono a rendere questa città una casa sicura nella quale tornare e vivere. Grazie. Di cuore.

Laureata in Scienze del Governo e dell’ Amminisrazione a Torino, con un background economico (Master II in Economie et gestion, Universitè Lumiere Lyon 2). Ha discusso una tesi sulle imprenditrici straniere a Torino analizzando punti di forza e debolezza dei servizi locali. Lavorando presso l’Organizzazione Internazionale del Lavoro si è occupata di formazione nel gender mainstreaming, specializzandosi in migrazioni internazionali e genere. Ha contribuito alla pubblicazione del pacchetto formativo sulla Protezione della maternità per l’ILO collaborando con UNICEF, IBFAN, GIFA e UN Women. Attualmente lavora tra Bruxelles e Dakar occupandosi di violenze di genere, diritti umani e project management.

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