M23: i soliti ribelli o un movimento strutturato?

di

Gli avvenimenti nell’Africa dei Grandi Laghi si susseguono velocemente in questi ultimi giorni e, anche oggi, la regione del Nord Kivu è stata teatro di trattative. Alle ore 12 di ieri è scaduto l’ultimatum che il presidente della Repubblica Democratica del Congo, Joseph Kabila, ha imposto al Movimento del 23 marzo.  Nella giornata del 26 novembre Sultani Makenga il comandante militare del movimento M23, è arrivato a Kampala per un incontro programmato con il rappresentante dell’esercito ugandese Aronda Nyakairima.

Nonostante il governo di Kampala sia stato accusato di sostenere militarmente ed economicamente il Movimento del 23 Marzo, negli ultimi giorni i suoi funzionari militari e politici si sono  dimostrati particolarmente coinvolti nei tentativi di risoluzione del conflitto.

I due portavoce del Movimento con cui la comunità panafricana si sta relazionando sono Jean-Marie Runiga (a destra) e il comandante Sultani Makenga (in alto). In seguito alla scadenza dell’ultimatum le loro ultime dichiarazioni sono state contrastanti. Ieri il comandante Makenga ha rilasciato la seguente dichiarazione al Financial Times: “I presidenti riuniti a Kampala ci hanno chiesto di lasciare la città di Goma e noi rispetteremo le loro richieste. Ritengo che questa sia la strada migliore per riportare la pace. Se per ottenere la pace sarà necessario abbandonare Masisi e Goma, lo faremo”.

Jean-Marie Runiga presenta un’altra versione dei fatti: secondo il vescovo e leader politico del Movimento, il ritiro da Goma non sarebbe una pre-condizione per le trattative, ma piuttosto un risultato di esse. Runiga, nel corso della conferenza stampa, ha definito chiaramente le condizioni per il ritiro da Goma: Il rilascio di Etienne Tshisekedi, il leader del partito di opposizione UDPS (Unione per la Democrazia ed il Progresso Sociale), al momento agli arresti domiciliari a Kinshasa; l’allontanamento di tutte le forze armate straniere dal territorio congolese, con particolare riferimento al movimento FDLR (Forza Democratica per la Liberazione del Rwanda), gruppo formato da estremisti Hutu che presero parte al genocidio del ’94 in Ruanda); l’apertura di un’inchiesta internazionale neutrale sul tentato omicidio del Dr. Mukwege, un ginecologo congolese specializzato nel trattamento delle donne vittime di violenze di gruppo che condannò pubblicamente  gli stupri di massa in RDC evidenziando le responsabilità  e criticando sia il ruolo del governo congolese sia di quello ruandese; l’immediato arresto del generale John Numbi, ispettore generale della polizia congolese e braccio armato di Kabila; una dichiarazione di cessate il fuoco con l’ARC (Armée révolutionnaire du Congo), braccio armato del Movimento del 23 Marzo; la definizione di un calendario di negoziati a cui prendano parte l’M23, la società civile, l’opposizione e i membri della diaspora congolese in occidente.

Ai giornalisti riuniti in un hotel al confine con il Ruanda, Runiga ha dichiarato che le pressioni che il movimento M23 sta ricevendo da parte della comunità internazionale dovrebbero essere accompagnate da altrettante pressioni sul governo di Kabila, per dare legittimità ai membri del Movimento e spingere i funzionari del governo ad ascoltare le  loro richieste.

Il presidente ribelle del 23M Jean Marie Runiga
Il presidente ribelle del 23M Jean Marie Runiga

Ad un’attenta analisi ciò che risulta sorprendente è la struttura organizzativa di  quello che la maggior parte delle testate giornalistiche riconosce come un “gruppo di ribelli”. Secondo le dichiarazioni dello stesso Movimento la distribuzione interna dei poteri e la composizione appaiono del tutto simili a quelle di un governo. L’M23 è suddiviso in dieci dipartimenti , tra cui sono da evidenziare un settore dedicato alla giustizia e ai diritti umani, un altro dedicato ai giovani e allo sport e perfino un dipartimento per il turismo e la conservazione della risorse naturali. Al vertice della struttura gerarchica troviamo il vescovo Jean-Marie Runiga, presidente e portavoce politico del Movimento e, scendendo nella gerarchia, troviamo il comandante in capo delle forze armate Sultani Makenga. L’M23 ha un sito web, ricco di informazioni sul Movimento e di aggiornamenti giornalieri sul conflitto,  una pagina Facebook ed un canale YouTube, in cui periodicamente è possibile visualizzare i comunicati politici e militari del Movimento.Tramite l’utilizzo di questi canali, l’M23 si presenta come portatore delle istanze del popolo congolese, difatti, durante la conferenza stampa di oggi, il suo portavoce ha ringraziato la popolazione di Goma per “la calorosa accoglienza”.

Le notizie dell’ultima ora vedono i soldati del Movimento 23 Marzo in una fase iniziale del ritiro da Goma, con l’obiettivo di trasferirsi su posizioni più arretrate, come richiesto dai presidenti riuniti nel corso della Conferenza Internazionale sui Grandi Laghi (ICGLR), tuttavia il governo Congolese dovrà dichiarare al più presto la sua posizione sulle condizioni poste dal Movimento per il rilascio della città.

Fonti e approfondimenti

Laurea di primo grado in Relazioni Internazionali e Laureando in Sviluppo, Ambiente e Cooperazione presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Torino. Pluriennale esperienza sul campo nel settore dell’aiuto allo sviluppo, in particolare nell’ Africa Sub-Sahariana e nei paesi membri dell’East African Community ed editore dell’area “Eastern Africa” di GLOBI – Osservatorio Globale sull’Inclusione. Attualmente è basato a Juba, in Sud Sudan, dove supervisiona il reparto approvvigionamenti di un’organizzazione non governativa che opera in ambito sanitario.

Articoli

Torna SU